Valmisa
Versione ottimizzata per la stampa

Corinaldo: omicidio di Francesco Saccinto, si chiude l’iter, Omar Turchi in carcere

La Corte Suprema di Cassazione non riconosce le attenuanti generiche all'imputato. La famiglia della vittima: "giustizia è fatta"

23.196 Letture
Un commento
Pizzeria ZeroZero Senigallia - Pizza al metro a lievitazione naturale
Francesco Saccinto

La Suprema Corte di Cassazione di Roma mercoledì 17 gennaio ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da Omar Turchi, accusato dell’omicidio di Francesco Saccinto, il ragazzo di Corinaldo morto nel 2013 dopo essere stato investito in sella al suo ciclomotore dal muratore corinaldese, che si trovava alla guida del suo furgone con un tasso alcolemico di quattro volte superiore al consentito e senza patente, revocata.


L’incidente che aveva spezzato la vita al quindicenne, era avvenuto in via Degli Olmi Grandi (tra Corinaldo e Monterado di Trecastelli).

Turchi era stato condannato per omicidio colposo a sette anni in primo grado, condanna poi confermata in appello: per lui si aprono ora le porte del carcere.

Si conclude così un iter processuale durato cinque anni che “riconosce – come spiega il legale della famiglia Saccinto Corrado Canafoglia – che una persona, non può guidare nelle condizioni in cui guidava l’imputato, fregandosene totalmente della vita degli altri. E’ stato un processo dai toni emotivi molto forti: ma qualche volta la giustizia funziona”.

In sede di Cassazione il legale si era opposto alle attenuanti generiche richieste dall’imputato, tra cui quella di aver compiuto il reato in uno stato di dipendenza da alcol e droghe: tesi respinte dall’avvocato Canafoglia che ha ribadito che Turchi non potesse avere attenuanti, “avendo mostrato disprezzo della vita, omettendo il soccorso e non evidenziando pentimento nemmeno in seguito”.

A Roma, oltre alla famiglia del giovane e al suo legale, erano presenti anche i rappresentanti di “Rose Bianche sull’asfalto”, associazione nata proprio in ricordo di “Saccio”, come da tutti il ragazzo era chiamato.

La madre, Simonetta Pelliccia, con un lungo post su facebook, ha ringraziato tutte le persone che negli ultimi anni si sono mostrate vicine alla famiglia: “oggi Saccio – ha scritto – ha finalmente avuto giustizia”.

Commenti
Solo un commento
octagon 2018-01-19 12:46:41
Perché ho votato triste? Sono triste non solo perchè una persona ha commesso un omicidio, ma ha avuto il coraggio di presentare le attenuanti per alleggerire la pena, già RIDICOLA! Se tu guidi ubriaco, e senza patente io non ti do la possibilità di avere tre gradi di giudizio, uno basta e avanza, pane ed acqua per tutta la vita e palla al piede vai a ripulire il fiume, poi ci penserà la fiumana!
ATTENZIONE!
Per poter commentare l'articolo occorre essere registrati su Valmisa.com e autenticarsi con Nome utente e Password

Già registrato?
... oppure Registrati!