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Barbara: incassa 5.000 euro per pagare funerale, dimenticanza costa multa di 6.000

Un cittadino è finito nel mirino dell'Antiriciclaggio e si è rivolto all'Unione Nazionale Consumatori: "una vicenda folle"

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Elisa Pellegrini, Corrado Canafoglia e Marcello Mancini

Incassa 5.000 euro di assegno per le spese di un funerale ma la mancanza della clausola di “non trasferibilità” determina l’interessamento del Ministero Economia e Finanze – Nucleo Antiriciclaggio e un cittadino di Barbara si vede arrivare a casa una multa superiore a quanto incassato: ben 6.000 euro, il doppio di quella minima a norme di legge.


E’ successo a Marcello Mancini, che per questo si è rivolto ai legali Corrado Canafoglia ed Elisa Pellegrini dell’Unione Nazionale Consumatori.

I fatti: l’11 settembre 2017 muore Gessica Micucci, moglie di Marcello Mancini e figlia di Rosanna Baldini.

A causa della prematura scomparsa della figlia, Rosanna aiuta il genero a pagare le spese funerarie con un assegno di 5.000 euro risalente ad epoca antecedente l’entrata in vigore della legge antiriciclaggio, ove non era indicata la dicitura “non trasferibile”.

Mancini incassa l’assegno nel proprio c/c bancario, acceso presso UBI Banca, ex Banca Marche, in una filiale di Barbara dove non vengono rilevati problemi.

Poi, però, arriva la multa.

“La norma vuole evitare il riciclaggio di denaro proveniente da attività criminali tramite il sistema bancario ed è assolutamente condivisibile – sottolinea Canafoglia – ma è paradossale applicare tale normativa ad una “donazione” di una suocera al genero per pagare le spese funerarie della propria figlia, anche perché il flusso del denaro è facilmente ricostruibile e riconducibile ad entrambi i soggetti. La dicitura “non trasferibile” nel titolo costituisce di fatto un requisito meramente formale e non è stataapposta solo per disattenzione e/o dimenticanza, peraltro anche del cassiere della banca che ha effettuato l’operazione”.

“Rosanna Baldini, 67enne pensionata, inoltre non ha dimestichezza con operazioni bancarie, tanto che ancora possiede assegni antecedenti l’entrata in vigore della legge antiriciclaggio e mai usati, a riprova che essa utilizza raramente l’assegno come mezzo di pagamento”, aggiunge il legale.

Con queste premesse, “nessuna misura di prevenzione di antiriciclaggio di denaro derivante da attività delittuose può ritenersi violata e dunque abbiamo chiesto di annullare in via di autotutela il verbale“.

“Una vicenda folle ma nemmeno tanto rara – conclude il coordinatore Marche dei consumatori – :le norme anti-riciclaggio andrebbero utilizzate quando è il caso, così sembra solo un modo per fare cassa sulle spalle dei cittadini che pagano”.

Mancini invece non ha pagato e si è rivolto all’Unione Nazionale Consumatori: in caso di mancato annullamento del verbale, la vicenda potrebbe arrivare in tribunale.

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