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Lavoratori sfruttati e costretti in condizioni disagiate, arrestato imprenditore di Arcevia

L'uomo, pakistano di 27 anni, si è visto sospendere pure l'attività di imprenditore agricolo

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Lavoratori sfruttati e residenti in condizioni disagiate

A conclusione di un’articolata attività investigativa avviata con l’inizio della “campagna vitivinicola 2018” e coordinata dalla Procura di Ancona, nella mattinata di mercoledì 10 ottobre i militari del Comando Stazione Carabinieri di Arcevia unitamente al personale del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Ancona e Pesaro-Urbino hanno arrestato U.T. 27enne, imprenditore pakistano, agricoltore per conto terzi, residente ad Arcevia.


L’imprenditore arrestato tra settembre e ottobre 2018 avrebbe reiterato lo sfruttamento dei lavoratori, approfittando del loro stato di bisogno, in quanto cittadini immigrati richiedenti protezione internazionale reclutati fra persone in cerca di lavoro ed in condizioni di indigenza, vulnerabilità e di estremo bisogno di lavorare e guadagnare per la sopravvivenza propria e dei rispettivi familiari rimasti nel paese di origine.

L’arresto è scattato al termine di un accesso ispettivo eseguito in un vigneto delle campagne della frazione Isola di Fano (Fossombrone), ove i Carabinieri hanno sorpreso nove lavoratori extracomunitari reclutati dal pakistano impegnati nella vendemmia: secondo la loro ricostruzione i lavoratori avrebbero lavorato anche 10 ore al giorno con paghe di 5 euro a fronte dei 9 previsti dal contratto di riferimento, e sarebbe stata inoltre violata reiteratamente la normativa in materia di sicurezza ed igiene nei luoghi di lavoro.

I militari nel corso delle indagini avevano utilizzato pure riprese video dei campi.

Notificate dal personale del comparto di specialità dell’Arma, sanzioni amministrative per euro 8.000,00 per l’impiego di lavoratori senza la preventiva comunicazione di assunzione e violazioni della normativa di sicurezza ed adottato, stante l’impiego di manodopera non in regola (2 dei 9) nella misura superiore al 20% del personale occupato, il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale.

“Si documentava – aggiungono i Carabinieri – che i lavori irregolari vivevano in condizioni alloggiative degradanti, dormendo su materassi adagiati sul pavimento di un appartamento fornito dall’imprenditore e mangiando un pasto caldo al giorno; “servizi” per i quali l’imprenditore provvedeva poi a decurtare dalla paga mensile circa 200,00 euro”.

L’arresto è stato convalidato ed il Giudice ha disposto nei confronti del pakistano la custodia cautelare in carcere, pertanto il ventisettenne è stato trasferito presso la Casa Circondariale di Montacuto.

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