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Bello scrive al Sindaco di Ostra Vetere: “avete peccato di arroganza e superbia”

"Dopo un anno di mandato non posso che prendere atto della pochezza istituzionale politica"

Massimo Bello

Lettera aperta al Sindaco di Ostra Vetere, Rodolfo Pancotti.

Caro Sindaco,

uso questa modalità inusuale, per scriverti, perché desidererei esprimerTi e rappresentarTi la mia delusione e la mia amarezza circa quanto dal Prefetto di Ancona sottolineato con la risposta ai quesiti interpretativi del nostro Regolamento del Consiglio. Delusione ed amarezza alla stessa stregua della soddisfazione personale di ‘eletto’, che mi appaga, ma al contempo mi fa doverosamente riflettere.

In più occasioni, e di questo spero Tu me ne dia atto, ho sollevato dubbi, motivati e ben circostanziati in ordine alla fondatezza giuridica ed interpretativa data da me al Regolamento comunale, su come è gestita l’attività organizzativa del Consiglio, circa l’agenda dei suoi lavori e circa la sua convocazione. Ma, nonostante ciò, Tu e la tua maggioranza consiliare non avete fatto altro che evitarci od evitare i nostri giusti e doverosi suggerimenti.

Permettimi. Avete peccato di arroganza amministrativa e di governo, di superbia istituzionale e, soprattutto, vi siete piegati a quell’esigenza, di parte, finalizzata a far emergere la ‘ragione’ di una forza numerica, che spesso non sortisce alcun effetto vantaggioso, né per la comunità, tanto meno per coloro, che presumano di governare.
Come a volte accade, arroganza e superbia sono i presupposti di una ‘malattia’, che fonda la sua genesi fuori dal perimetro politico di un sano, leale e costruttivo confronto dialettico. Seppur aspro, sempre leale e di qualità.

In questo primo anno di mandato amministrativo e di ‘consigliatura’, che a giugno spegnerà la sua prima candelina, non posso che prendere atto della pochezza istituzionale politica, e della leggerezza amministrativa, con cui state governando la comunità e gestendo la ‘macchina comunale’. E il ‘sintomo’ di tutto questo è da ricercare proprio nelle modalità, non del tutto consone al Regolamento, allo Statuto e alla Legge, con cui disciplinate i lavori consiliari e con cui non garantite le prerogative degli eletti. Ma ciò che è ancor più grave è quell’incapacità politica, unita alla mancanza di pathos, con cui rappresentate il Vostro Comune, la Vostra Terra, la Vostra Storia territoriale. Incapacità politica e mancanza di pathos, che inevitabilmente si sono ripercossi, e tuttora si ripercuotono, nelle modalità di gestione e nei tentativi di mistificazione perfino, e non da ultimo, del Regolamento del Consiglio. Per non aggiungere altro.

Il Prefetto, con la sua nota interpretativa, chiara e semplice, ha riportato giustezza e diritto nel nostro Consiglio, evidenziando lo ‘standard’ sbagliato, con cui Tu e la Tua maggioranza consiliare, avete inteso i rapporti tra gli organi di governo (sindaco, consiglio e giunta) in seno all’Ente. Intendimento, il Tuo e della Tua maggioranza, che personalmente non condivido e non condividerò mai. E non solo perché mi trovo all’opposizione. So bene cosa significhi stare in maggioranza; come so altrettanto bene cosa significhi fare il sindaco.

A questo punto, confido che la lettera del Rappresentante territoriale del Governo, rappresenti per Te un monito, serio e imprescindibile per il prossimo futuro, che riesca a redimere o a cambiare del tutto il Vostro atteggiamento arrogante e, a tratti, politicamente ed istituzionalmente imbarazzante.
Se ciò non succederà, non credo esisterà un ulteriore ‘organo dello Stato’, che riuscirà a modificare un simile comportamento, che non ha permesso, tra l’altro, agli eletti nei gruppi di minoranza di esprimersi e di esprimere le proprie idee, opinioni e proposte.

Rifletti, caro Sindaco, rifletti e onora meglio e al meglio il Tuo mandato, unitamente a quel ‘patto di fiducia’ con chi ti ha votato e con tutto il paese, che rappresenti, al di là della ‘parte’, che ti ha espresso.

La democrazia e la rappresentanza sono due ‘categorie’ concettuali ben presenti nel nostro ordinamento ed influenti la dialettica politica, anche in piccoli Comuni, in cui possiamo annoverare Ostra Vetere. Fai in modo che quanto accaduto non si ripeta. Per una una questione non solo di correttezza istituzionale, ma anche per amore e rispetto delle istituzioni, che conservano una ‘dignità’, che alcuno ha il diritto di ledere e di piegare.

Con i miei migliori Auguri. Buona fortuna!

Massimo Bello
Capogruppo consiliare di opposizione
‘Fratelli d’Italia-Lega-Autonomia per Ostra Vetere’

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