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A Serra de’ Conti la mostra di Emanuela Sforza

Apertura il 9 marzo, conclusione il 31 dello stesso mese

Le Clarisse di Serra de' Conti

“FRAMMENTI DI UN RITORNO” è il titolo della mostra fotografica dell’artista Emanuela Sforza che si terrà a Serra de’ Conti, presso la chiesa di San Michele, dal 9 al 31 marzo.


L’evento è il riconoscimento che il Comune di Serra de’ Conti vuole tributare alla sua illustre concittadina: Emanuela Sforza nasce infatti a Serra de’ Conti, e qui trascorre gli anni della giovinezza prima di trasferirsi per gli studi universitari a Bologna, dove tutt’ora vive.
“FRAMMENTI DI UN RITORNO” documenta in oltre 40 fotografie, tutte rigorosamente in bianco e nero e da lei stampate manualmente, l’amore per la sua terra d’origine e per questo mezzo espressivo. Molti scatti sono legati al teatro e alla danza, di cui la Sforza si fa interprete sensibile e delicata.
Le sue foto sono essenziali, quasi scarne, con un bianco e nero contrastato che puntano direttamente a trasmettere l’emozione dello scatto, del momento, di cui si compone ogni foto.

Sono immagini che emozionano, che trasudano l’amore e la sensibilità di questa grande artista per la terra marchigiana e la sua gente.
Emanuela Sforza ha al suo attivo oltre 100 mostre in Italia e all’estero. Ha collaborato con la RAI e con la Giunta Regionale delle Marche ed ha pubblicato diversi libri.

Attualmente ha una collaborazione con il MUSIF di Senigallia e con il Museo Nori de’ Nobili – Centro Studi sulla Donna nella Arti Visive Contemporanee di Trecastelli.

L’inaugurazione della mostra sarà il 9 marzo alle ore 17:00 con la partecipazione amichevole di Gastone Petrucci del gruppo “la Macina”.
Frammenti di un ritorno presenta alcuni scatti che Emanuela Sforza ha raccolto dal 1995 al 2003,quando, dopo anni di assenza o di visite fugaci, ritorna a trascorrere lunghi periodi nelle sue Marche.

Da subito sente il bisogno di riappropriarsi della sua terra e di concretizzare sensazioni ed emozioni in immagini.

Emanuela Sforza sceglie sempre il bianco e nero per la sua fotografia, perché ne traspaia solo l’essenziale. Un bianco e nero fortemente contrastato, con numerosi passaggi di gradazioni e di toni,a modulare le figure e definirne profondità, forme ed espressione ; un bianco e nero che realizza personalmente in camera oscura con grande cura dallo sviluppo alla stampa.

Una quarantina di immagini in questo percorso espositivo raccontano tale ritorno, evidenziando l’eleganza compositiva, la profondità umana, lo sguardo intimo e discreto capace di penetrare l’essere, l’ironia e una cura tecnica che rimbalza prontamente ai contenuti, elementi che caratterizzano la fotografia dell’artista.

“La mia fotografia è un monasteratto d’amore”.

EMANUELA SFORZA
Emanuela Sforza, nata a Serra De’ Conti, vive da molti anni a Bologna, dove si è laureata in Archeologia e ha lavorato come documentalista in un centro di ricerca. Ama da sempre la fotografia. Inizia il suo lavoro negli anni ’70 quando la sua passione per il teatro la spinge a frequentare quest’ambiente come testimone della vita del palcoscenico. Da allora il suo obiettivo si è posato sempre con mag­ giore frequenza e amore su grandi danzatori, non solo per fissarne la perfezione dei movimenti, ma soprattutto per coglierne il palpito profondo, per risalire senti­ mentalmente all’origine del momento creativo.
Ha al suo attivo oltre cento mostre in Italia e all’estero, tra le più importanti quelle presso: il Teatro alla Scala di Milano, il Palazzo Re Enzo a Bologna, il Palazzo Pianetti a Jesi, il Teatro Comunale di Modena, l’Istituto di Cultura Italiana di Stoc­ carda, il Teatro dell’Opera del Reno di Duisburg, il Festival Photographique du Trégor in Bretagna, la Mole Vanvitelliana di Ancona, la Galleria l’Ariete di Bologna. Sue mostre e rassegne si sono svolte a Toronto (Canada), e nei più importanti teatri italiani ed europei. Ha collaborato con la RAI per la rassegna Nati per la Danza. Ha pubblicato nel 2003 un volume dedicato a 12 grandi artisti marchigiani, pittori e scultori di fama internazionale, colti nei loro atelier o dimore, con il patroci­ nio della Giunta regionale. Nel 2006 ha collaborato alla realizzazione, per la Camera dei Deputati, di un volume celebrativo dei sessanta anni del diritto di voto alle donne. Ha conseguito il Premio Positano per la fotografia di danza nel 1989; il Premio Soroptimist Club di Venezia per l’attività fotografica nel 1994.
Ha in attivo una collaborazione col Musinf di Senigallia e il Museo Nori De’Nobili, Centro Studi sulla Donna nelle Arti Visive Contemporanee, a Trecastelli.

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