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Animali maltrattati in un canile di Corinaldo, condannati i proprietari

Nove mesi, con pena sospesa, per due persone che dovranno anche risarcire le parti civili

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Martelletto del giudice, udienza, tribunale

Condannate martedì 5 novembre dal giudice Francesca Grassi del Tribunale di Ancona a nove mesi di reclusione, con pena sospesa, due persone finite a processo per uccisioni di animali in un canile e tentata truffa.


I due erano proprietari di un canile privato nel corinaldese, finito sotto sequestro nel 2012 dopo un’indagine del Nucleo Vigilanza Zoofila di Ancona.

Dovranno risarcire anche le parti civili: 2.000 euro a Legambiente e 5.000 all’associazione Amici Animali.

Secondo la Procura i due, che hanno sempre respinto le accuse e valuteranno se fare appello dopo l’uscita della motivazioni della sentenza, avrebbero lasciato i cani malnutriti, non curati delle malattie e in mezzo agli escrementi: nel processo avevano sfilato diversi testimoni.

Assolto per non aver commesso il fatto invece un veterinario Asur, a cui era stato contestato di non aver prescritto le cure necessarie a un cane, poi morto.

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