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I 4 piloti marchigiani in F1

Luigi Fagioli, Dorino Serafini, Ludovico Scarfiotti, Gianni Morbidelli

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Anche le Marche, così come tutte le altre regioni del nostro paese, hanno una grandissima storia di sport, che si lega a diverse discipline. Tra queste, non può mancare una di quelle maggiormente seguite nel panorama nazionale ed internazionale: la Formula 1.

Di piloti che hanno scritto la storia di questo sport ce ne sono stati tantissimi, di marchigiani anche. Tuttavia, nel corso della storia, fino ad oggi, a spiccare sono soprattutto in 4: Luigi Fagioli, Dorino Serafini, Ludovico Scarfiotti e Gianni Morbidelli. Nato ad Osimo nel 1898, Fagioli è stato uno degli automobilisti più importanti della storia del nostro paese. Inizialmente la sua carriera inizia in sella ad una moto, con la quale, appena ventenne, vince diverse gare. Solamente dopo l’incidente del padre e le sue pressioni, decide di passare all’automobilismo. La prima vittoria di classe, a quel punto, arriva nel 1926 nel Gran Premio Perugino del Turismo con una Salmson GP. Prima di passare alla Maserati Tipo 26 M, con la quale corre fino al 1933, Fagioli disputa ben 27 gare tra il 1926 e il 1927 in sella alla Salmson GP.

Le difficoltà avute all’inizio del 1933 lo portano a sei ritiri consecutivi e al passaggio, grazie alla conoscenza con Enzo Ferrari, all’Alfa P3, con la quale vince il titolo di campione italiano in soli tre mesi. Prima del temporaneo ritiro avvenuto nel 1937 per via della Seconda Guerra Mondiale, Fagioli passa a Mercedes-Benz con la quale vince la Coppa Acerbo a Pescara, il GP d’Italia a Monza, il GP di Spagna a San Sebastian, il GP di Monaco, l’AVUS e il GP di Barcellona. Nel 1935 diventa vice-campione d’Europa Grand Prix. La sua carriera, prima della sua morte avvenuta nel 1952 a causa delle ferite riportate nell’incidente di Monaco, lo vede partecipare alla prima grande edizione del campionato di Formula 1 nel 1950. Anche Dorino Serafini, nato nel 1909 a Pesaro, è passato alle vetture a 4 ruote solo dopo aver sperimentato il motociclismo. Dopo un pauroso incidente avvenuto nel 1947, Serafini rientra a gareggiare l’anno successivo, partecipando in particolar modo a gare di F2 e solo successivamente a tre di Formula 1.

Nel 1951, sotto contratto con la Ferrari, continua a gareggiare in diverse categorie, fino a quando un secondo grave incidente lo costringe a fermarsi definitivamente e a chiudere la sua carriera. Ancora oggi, l’ultimo pilota ad aver vinto il GP d’Italia resta Ludovico Scarfiotti. Nel 1962 Scarfiotti esordisce con la Ferrari, mentre l’anno successivo riesce anche a debuttare in Formula 1. Prima del Gran Premio d’Italia, vinto nel 1966, il pilota marchigiano vince anche due Campionati Europei della Montagna con la Ferrari, la 24 ore di Le Mans, la 12 ore di Sebring, la 1000 km del Nurbugring e la 1000 km di Monza. Scarfiotti perde la vita nel 1968 per via di un incidente durante le prove della gara in salita di Rossfeld. Più recente è senza ombra di dubbio la figura di Gianni Morbidelli, classe 1968.

Dopo anni passati in Formula 3 e in Formula 3000, Morbidelli fa il suo passaggio in Formula 1 nei primi anni ’90. Prima di passare all’Alfa Romeo nel Campionato Italiano Turismo del 1993, l’anno precedente il pilota marchigiano non riesce a raccogliere punti in sella alla Ferrari. Trovato l’accordo con la Footwork Arrows nel 1994, Morbidelli conquista insieme alla sua squadra un 5° posto nel Gran Premio di Germania e un 6° posto a Spa. Nel 1996 non viene riconfermato dalla Footwork, per questo, prima di diventare collaudatore della Ferrari nel 1997, vive una parentesi con la Jordan. Da quel momento Morbidelli non tornerà mai in F1 e sparirà anche dallo scenario delle scommesse sulla Formula 1, chiudendo la carriera nel 2010 partecipando al campionato italiano Superstars e conquistando il quarto posto.

Redazione Valmisa
Pubblicato Venerdì 23 settembre, 2022 
alle ore 16:07
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