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Mense scolastiche, l’opposizione di Trecastelli contro il centro di cottura unico

Fattori e Peverelli: "Senza un percorso partecipato, si smantellano le quattro mense: un'eccellenza fino a pochi mesi fa"

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Mensa scolastica, educazione alimentare a scuola, refezione scolastica

La riorganizzazione e gestione del servizio di refezione scolastica unificata, deliberata in consiglio comunale il primo giugno a Trecastelli con i voti favorevoli della maggioranza e nettamente contrari dell’opposizione, è a dir poco inaccettabile.

L’amministrazione Conigli ha deliberato di smantellare le quattro mense esistenti nelle quattro scuole per l’infanzia a vantaggio di un centro di cottura unico la cui gestione sarà affidata a terzi mediante procedura ad evidenza pubblica contemplando anche la ristrutturazione di un immobile sito nell’area artigianale di Monterado, che fungerà da sede di tale centro.

Nella delibera si legge: il progetto di riqualificazione e potenziamento delle mense scolastiche di Trecastelli che presenta il miglior rapporto tra costi e benefici è quello che prevede la realizzazione di un centro di cottura unico in via dell’artigianato in località Monterado.

La decisione assunta, fortemente sponsorizzata da esponenti di spicco del partito democratico locale che sostiene l’attuale maggioranza, ha il solo merito di materializzare il VERO programma elettorale (quello mai dichiarato in campagna elettorale) elaborato ed imposto dall’attuale maggioranza. E’ evidente a tutti che l’esternalizzazione del servizio mensa minerà la qualità del pasto che verrà somministrato ai piccoli ospiti delle scuole dell’infanzia, perché se la gestione esclusiva di un servizio fondamentale sarà affidato ad un’impresa prevarranno le logiche del profitto che porteranno ad un’irrimediabile scadimento del servizio.
Le nostre cucine hanno da sempre rappresentato un’eccellenza da preservare anche alla luce di recenti studi che hanno manifestato tutte le criticità legate all’esternalizzazione del servizio mensa.

In breve:
– all’inizio dell’anno scolastico la stessa maggioranza, presentando il progetto del cibo a Km zero, si è sperticata nell’autocomplimentarsi per quanto le quattro mense esistenti fossero efficienti e garanti di un’eccellente qualità del cibo;
– a distanza di sette mesi, quelle mense non sono più in grado di garantire un servizio efficiente;
– alla scelta della centralizzazione della mensa è strettamente legata (e non si capisce perché o meglio diciamo che facciamo finta di non capirne il perché) la ristrutturazione dei locali dell’ex Sesto Senso nell’area artigianale di Monterado, zona assai decentrata rispetto alla dislocazione delle quattro scuole che fruiscono di tale servizio;
– chi avrà in gestione il servizio provvederà alla ristrutturazione dell’edificio il cui costo, che ovviamente si aggiunge al costo di produzione pasti, verrà totalmente rimborsato dal comune al gestore;
– i costi previsti per il servizio mensa con il nuovo centro unico di cottura sono ipotizzati, a pasto, fra i 4.00-5.50 euro, ai quali si aggiungono 2.25 euro sempre a pasto quale incidenza del costo di realizzazione del nuovo centro di cottura;
– nulla si dice circa l’incidenza del costo per il recapito dei pasti nelle diverse scuole.
Tutto ciò viene rubricato dalla maggioranza quale operazione di notevole risparmio.

In primo luogo: un’operazione di tal genere, con costi ribassati nonostante il dover sostenere anche spese per gli spostamenti giornalieri, siamo sicuri che garantisca la qualità che oggi troviamo nelle nostre mense?
Perché il sindaco Conigli non ha avviato un percorso partecipato in cui sia i genitori dei bimbi che usufruiscono di tale servizio, sia gli operatori che attualmente sono in esso impegnati, avrebbero potuto contribuire in merito alla strada da intraprendere e alla decisione? Perché tutta questa fretta per approvare la delibera?
Perché ripensare le mense in tali termini quando qualche mese fa le nostre mense venivano plaudite in quanto eccellenze?
Perché incaricare dei privati per la ristrutturazione di un edifico a spese del comune quando lo stesso comune avrebbe potuto farlo direttamente?
Perché l’insistenza di ristrutturare quell’edificio, nettamente decentrato per il servizio in discussione, ma guarda caso ubicato in una zona strategica anche per un’eventuale ampliamento del servizio a fruitori che nulla hanno a che fare con la scuola?

Oltre a formulare le domande abbiamo chiesto alla maggioranza anche un atto di dignità: sospendere la delibera, intraprendere un percorso democratico di consultazione con i genitori e gli operatori, rivedere il progetto che – così come formulato – è da reputarsi irricevibile!
Il sindaco ha dato risposte non pertinenti, il vicesindaco, bontà sua, si è addirittura rifiutata di rispondere, il resto… in totale silenzio. Si è passati alla votazione e la maggioranza ha approvato, compatta. Caro vicesindaco, per risparmiarci figure quali quelle di mercoledì faccia un omaggio alla cittadinanza: si dimetta!
Ma le stesse domande, signor sindaco, avremo occasione di riformulargliele in un incontro pubblico che stiamo organizzando al quale lei non potrà sottrarsi, non senza coltivare un deciso percorso referendario salvo il prevedibile ostruzionismo della maggioranza e la prevedibile premura di chiudere il discorso mensa unica senza possibilità di appello per i cittadini.

 

da Giuseppina Fattori e Nicola Peverelli

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