Dopo la NotteNera, l’alba della gratitudine
Va in archivio a Serra de' Conti la 19ª edizione del festival che racconta i linguaggi contemporanei dell'arte e della creatività

Il giorno dopo la 19ª edizione della NotteNera a Serra de’ Conti c’è spazio solo per la gratitudine. Quella che accomuna gli organizzatori e gli artisti, tutti accolti e travolti da un pubblico preparato, curioso e disposto a farsi trascinare nell’incanto.
“Quest’anno più che mai – raccontano Sabrina Maggiori e Carolina Mancini, direttrici artistiche del festival – gli spettatori di Nottenera ci hanno restituito la sensazione di aver vissuto un’esperienza corale, organica. Non fruitori di singoli eventi sparsi per il borgo, ma interpreti principali di un’architettura che permetteva loro di spaziare in libertà e lasciarsi ispirare”.
Nel segno della poesia di Franco Scataglini che ha ispirato quest’anno il festival, a partire dalla lectio introduttiva del critico letterario Massimo Raffaeli, tutti gli spettacoli, le installazioni, le mostre, i vari appuntamenti hanno preso le fattezze di un unico corpo d’amore da svelare al pubblico.
Minacciata, ma poi nei fatti risparmiata dal maltempo, la NotteNera era già cominciata nel migliore dei modi poco prima del tramonto, con la visita guidata dalle direttrici artistiche tra le varie mostre in cartellone seguita da una carovana di persone attente e partecipi.
Nell’edizione che precede il ventennale, e che dunque si preannunciava come prova generale della grande festa di compleanno che vivremo nel 2026, possiamo dire che la NotteNera svela il suo tratto identitario per sottrazione: un festival che non è mai puro e semplice intrattenimento, che non segue le mode del momento, che non guarda ai numeri, agli indici di gradimento, ai like, che non fugge dalla complessità, che per scelta si arrampica in un piccolo borgo, lontano dai riflettori della città.
Un festival in cui trovare nomi che non si trovano altrove: anche quest’anno, tanto per fare alcuni esempi, nello spazio della musica live si sono esibiti Pietro Mio e Gaia Banfi, per loro si trattava della prima volta nelle Marche, mentre i senigalliesi Dadamatto hanno suonato in anteprima nazionale il loro nuovo album che uscirà a settembre. Quanto alle arti sceniche, era la prima volta nelle Marche per le applauditissime performance di Lorenza Zambon e Giulio Santolini. Stesso discorso vale per la selezione di cortometraggi animati del festival siciliano Animaphix. Gli appassionati di arti visive hanno potuto immergersi nella creatività e nel genio di artisti apprezzati come Martina Vanda, Stefano Fiorina, Roberto Catani, tanti altri.
La gratitudine, dicevamo. Anche nei confronti di chi con impegno ed entusiasmo consente a NotteNera di esistere: i professionisti e i volontari dello staff, gli sponsor, gli operatori commerciali che rifocillano il pubblico, il Comune di Serra de’ Conti che sin dal primo vagito sostiene questo festival permettendogli di crescere in libertà. NotteNera inizia col sorriso il suo ventesimo anno di vita.
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