“La Moretta di Serra de’ Conti. Suor Maria Giuseppina Benvenuti: storia, vita e testimonianze”
Inaugurata la mostra di Serra de' Conti, ancora aperta

Si è tenuta sabato 16 maggio, presso la Chiesa di San Michele di Serra de’ Conti, l’inaugurazione della mostra “La Moretta di Serra de’ Conti. Suor Maria Giuseppina Benvenuti: storia, vita e testimonianze”, importante percorso espositivo dedicato alla figura della religiosa clarissa africana conosciuta come “La Moretta”, nel centenario della sua morte avvenuta nel 1926.
Alla cerimonia inaugurale ha preso parte Sua Eccellenza Franco Manenti, Vescovo della Diocesi di Senigallia. Ad aprire e condurre la mattinata è stata l’Assessore alla Cultura del Comune di Serra de’ Conti, Marica Petrolati, affiancata da Monsignor Luciano Guerri, parroco della Parrocchia di Santa Maria de Abbatissis e membro del Comitato per il Centenario della morte della Moretta.
Sono inoltre intervenuti Fiorenzo Quagliani, Presidente del Consiglio dell’Unione dei Comuni “Le Terre della Marca Senone”, Bruno Massi dell’Istituto di Ricerche per la Religiosità Popolare e il Folklore nelle Marche, Alessandra Baldelli del Centro Studi Santa Rosa da Viterbo e Morena Torreggiani dell’associazione “Le Voci del Silenzio”.
Dopo gli interventi istituzionali, la parola è passata al curatore della mostra, Marco Pettinari, che ha illustrato al pubblico il percorso espositivo, accompagnando i presenti in una visita guidata attraverso documenti, opere e testimonianze dedicate alla vita di Suor Maria Giuseppina Benvenuti.
Promossa dal Comune di Serra de’ Conti, dalla Parrocchia di Santa Maria de Abbatissis, dal Museo delle Arti Monastiche e dalla Federazione delle Clarisse Urbaniste, con la collaborazione del Centro Studi Santa Rosa da Viterbo e dell’Istituto di Ricerche per la Religiosità Popolare e il Folklore nelle Marche, la mostra è stata realizzata con l’intento di restituire al pubblico la straordinaria vicenda umana e spirituale della religiosa.
Nata in Sudan con il nome di Zeinab Alif, Maria Giuseppina fu rapita da bambina e ridotta in schiavitù. Dopo anni di prigionia venne riscattata grazie all’opera di Nicolò Olivieri, sacerdote genovese che nel 1838 fondò l’“Opera per il Riscatto delle fanciulle more”, attraverso la quale centinaia di bambine africane vennero liberate dalla schiavitù e accolte in Italia. Tra queste vi fu anche la futura Suor Maria Giuseppina, giunta nelle Marche e inizialmente ospitata presso il monastero delle Clarisse di Belvedere Ostrense.
La sua storia si intreccia profondamente con quella del Monastero di Santa Maria Maddalena di Serra de’ Conti, monastero delle Clarisse Urbaniste che accolse la religiosa fino alla morte e che ancora oggi ne custodisce memoria, oggetti personali e testimonianze.
Nel tempo, la fama di santità della “Moretta” si diffuse ben oltre la clausura, tanto che nel 1986 la Diocesi di Senigallia avviò ufficialmente la Causa di Beatificazione.
Il percorso espositivo presenta importanti documenti provenienti dall’archivio del Centro Studi Santa Rosa da Viterbo, materiali che consentono di ripercorrere le diverse tappe della vita della religiosa: dall’infanzia in Africa alla schiavitù, dal riscatto alla vita monastica, fino alla diffusione della sua fama di santità. Accanto ai documenti sono esposte memorabilia originali conservate presso il monastero, testimonianze dirette della quotidianità della comunità clariana e della vita di Suor Maria Giuseppina.
Particolare rilievo assumono inoltre i due dipinti dedicati alla religiosa, tra cui quello realizzato da Angelo Cesselon, celebre artista italiano del Novecento noto a livello internazionale per i suoi manifesti cinematografici dedicati ai grandi film e ai volti iconici del cinema. Negli ultimi anni della sua carriera Cesselon si dedicò alla pittura sacra e realizzò il ritratto della Moretta, consegnandolo personalmente al Monastero di Santa Maria Maddalena di Serra de’ Conti.
La mostra offre inoltre uno sguardo inedito sulla sensibilità artistica della religiosa. Suor Maria Giuseppina Benvenuti fu infatti una talentuosa organista e trascrittrice musicale: in esposizione sono presenti spartiti e manoscritti musicali da lei utilizzati, testimonianza di una raffinata cultura musicale immersa nella tradizione organistica marchigiana tra Ottocento e Novecento. Le sue trascrizioni da compositori come Gaetano Donizetti e Giuseppe Verdi raccontano un volto ancora poco conosciuto della sua personalità.
Il percorso espositivo è partito dall’ottimo lavoro di ricerca storica realizzato dai detenuti della Casa Circondariale di Terni sulla vita e sul contesto storico della Moretta, un’esperienza di approfondimento e riflessione che ha trasformato la ricerca storica in un percorso di memoria e riscatto umano e che è possibile consultare all’interno della mostra sia in versione cartacea che digitale.
L’evento espositivo è stato possibile grazie al lavoro congiunto di numerose realtà, studiosi, volontari e collaboratori. Il Centro Studi Santa Rosa da Viterbo ha curato la selezione e la preparazione dei documenti con Martina Giannini, Francesca Poverini e Alessandra Quatrini; la supervisione scientifica è stata affidata a Eleonora Rava e Filippo Sedda, mentre il comitato scientifico è stato composto da Paola Pogliani, Eleonora Rava e Filippo Sedda. La grafica è di Pietro Taramelli, mentre il fotografo Gaetano Alfano si è occupato della digitalizzazione di alcuni documenti.
L’allestimento è stato realizzato da Patrizio Capitanelli, Carlo Ceresani, Maurizio Ciamberlini, Adriano Paoloni, Luigi Petrolati, Claudio Rotatori ed Emanuele Santini.
Durante l’inaugurazione un ringraziamento speciale è stato rivolto ai volontari civici di Serra de’ Conti, al gruppo Liberamente, a Michele Trillini, Massimo Griggio, Suor Ave Maria Carletti, Luca Sartore e a tutti i cittadini che hanno contribuito alla realizzazione della mostra.
L’esposizione resterà aperta al pubblico fino al 28 giugno 2026 presso la Chiesa di San Michele di Serra de’ Conti, tutti i giorni tranne il lunedì, con orario 10.30-12.30 e 16.30-19.30.
Da Comitato per il Centenario della morte della Moretta (1926-2026)




















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