Serra de’ Conti onora i suoi personaggi illustri
Inaugurazione sabato 20 giugno nella sala consiliare di due lapidi dedicate all’umanista Baldo Martorello e agli uomini d’arme Giovan Battista e Leone Amici

Inaugurazione sabato 20 giugno nella sala consiliare di due lapidi dedicate all’umanista Baldo Martorello e agli uomini d’arme Giovan Battista e Leone Amici.
Sabato 20 giugno 2026 alle ore 10:30 avrà luogo nella Sala Consiliare del palazzo comunale di Serra de’ Conti la cerimonia di inaugurazione delle lapidi commemorative di due personaggi illustri che hanno onorato Serra de’ Conti e che meritano perciò di essere ricordati a futura memoria. Si tratta del letterato BALDO MARTORELLO e degli uomini d’arme GIOVAN BATTISTA e LEONE AMICI vissuti nella seconda metà del 1400. Con il loro esempio testimoniano che gli uomini di grande talento possono nascere anche in piccole comunità di provincia, quando sono sostenuti dalla ambizione e da una forte volontà. Interverranno alla cerimonia: il Sindaco Silvano Simonetti e gli storici Dario Cingolani e Virginio Villani, autori delle ricerche.
A questa iniziativa hanno prestato la propria collaborazione la ditta GORETTI di Serra de’ Conti sempre disponibile a sostenere le iniziative culturali e la ditta NEVOLA MARMI di Corinaldo che ha offerto la massima disponibilità per trovare le soluzioni più idonee anche se non di routine.
I Fratelli Amici a partire dal 1460 si distinguono nel mestiere delle armi e grazie alle conoscenze della famiglia materna, gli Arnolfi di Montesecco attivi anche a Fano, entrano in relazione prima con i Malatesta di Rimini, poi con i Della Rovere e vengono assunti dal Papa Sisto IV alternativamente come guardia personale e comandanti della guarnigione di Castel Sant’Angelo. Giovan Battista passa poi al servizio di Girolamo Riario, nipote del Papa e signore di Imola e partecipa a varie imprese di guerra, finché nel 1478 svolge un ruolo importante nella congiura dei Pazzi, il cui fallimento determina la su cattura da parte delle milizie fiorentine. Durante la prigionia su pressione del governo della signoria medicea, che vogliono dimostrare il coinvolgimento del Papa nella congiura, scrive o dètta la sua confessione della vicenda, lasciando la più importante testimonianza del fatto storico.
Nonostante ciò non gli viene concessa la grazia e il 4 maggio 1478 viene giustiziato con la decapitazione in piazza della Signoria. Gli altri protagonisti della vicenda catturati vengono sottoposti ad un trattamento molto più oltraggioso.
Il fratello Leone resta a Roma al servizio diretto del Papa e partecipa anche lui a numerose azioni militari in difesa del papato dalle fazioni antagoniste delle famiglie romane capeggiate dagli Orsini e dai Colonna. Muore in battaglia nel 1484 e viene tumulato nella sacrestia della Basilica di San Pietro.
Baldo Martorello deve la su carriera nel mondo delle lettere alla frequentazione della cosiddetta “Scuola Gioiosa” di Vittorino da Feltre, cui non sappiamo come sia arrivato. Grazie alla sua eccellenza negli studi umanistici, viene assunto nel 1450 alla corte del duca di Milano Francesco Sforza, dove gli fu affidato il compito di precettore dei suoi figli Galeazzo Maria e Ippolita Maria. Nel 1456 fu inviato a Napoli al seguito di Ippolita, andata sposa ad Alfonso d’Aragona erede al trono con le funzioni di suo segretario e diplomatico della corte milanese. In tutti questi anni ha continuato ad occuparsi degli studi umanisti nel poco tempo lasciatogli libero dalle occupazioni al servizio del Duca. Della sua attività di letterato restano vari manoscritti, fra cui una grammatica latina.




















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