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Ostra, proroga viabilità: interviene il Gruppo Progetto Ostra

"Tra il promettere e l’ottenere si smarrisce il mantenere"

Ostra nella foto di Giuseppe Boschetti

Amare il proprio paese e mettere al primo posto l’interesse dei suoi cittadini, mantenendo fede alla parola data: queste dovrebbero essere le prerogative per essere un buon Sindaco.

Esattamente l’opposto di quanto Andrea Storoni sta facendo ad Ostra con la sperimentazione della viabilità.

Al di là delle sue vuote parole e dei goffi tentativi di arrampicarsi sugli specchi, l’inversione del senso di marcia all’interno del Centro Storico ha avuto una conseguenza innegabile: quella di aver svuotato il paese come mai prima era accaduto, rendendolo sempre più desolato ed abbandonato a sé stesso.

Inoltre, ha contribuito anche a provocare una divisione interna, generando astio perfino tra gli stessi abitanti.

I primi ad aver fatto le spese di questa assurda sperimentazione sono stati i commercianti del Centro, che nei mesi scorsi hanno tentato in tutti i modi di scongiurare questa scellerata decisione, perché sapevano che sarebbe stata deleteria non solo per il loro lavoro, ma per l’intera comunità.

Le manifestazioni che, a dire del primo cittadino, avrebbero attirato turisti e gente in centro e quindi negli esercizi commerciali, sono state prevalentemente un flop e non hanno certo portato alcun beneficio alle attività produttive che, viceversa, hanno patito per un minor accesso degli stessi cittadini di Ostra i quali, dopo la prova dell’inversione, hanno ovviamente preferito evitare di venire in centro, così come documentato anche dalla tabella da cui il Sindaco trae vanto.

In tutti questi mesi Storoni ha dimostrato il suo “praticamente nullo senso democratico”: ha, infatti, iniziato la sperimentazione senza tener conto delle critiche sostenute dalla maggioranza dei cittadini, l’ha deliberata ancor prima del Consiglio Comunale che avevamo appositamente convocato, ha negato la possibilità di ricorrere ad un referendum ove i cittadini si sarebbero espressi, ha continuato ad irridere il Comitato spontaneamente costituitosi contro questo suo provvedimento, non ha mantenuto le sue promesse.

Nei comunicati stampa e quel che è peggio negli atti pubblici, il Sindaco aveva promesso, infatti, che la sperimentazione sarebbe durata sino al 31.12.2017; ora, invece, veniamo a sapere che la sperimentazione è stata prorogata sino al 31 marzo 2018.

L’alibi per non rispettare la parola data è “organizzare una specifica consultazione attraverso la quale, partendo dai risultati già ottenuti, individuare interventi migliorativi della circolazione stradale, nel rispetto degli obiettivi prefissati”.

Traducendo il politichese di Storoni, il Sindaco sta ancora cercando di capire come può tentare di dare una parvenza democratica ad una decisione già presa: vuole, cioè, creare una pseudo consultazione popolare che, preso atto dei risultati già ottenuti (leggasi la tabellina pubblicata nel suo post), possa permettere di individuare delle piccole correzioni (leggasi praticamente inutili) all’attuale circolazione stradale, nel rispetto degli obiettivi prefissati, vale a dire continuando a mantenere l’inversione della viabilità.

In altre parole, una fregatura.

Senza contare come i risultati sbandierati siano tutt’altro che oggettivi poiché, ad oggi, non sono mai stati resi noti dalla Giunta i valori di inquinamento acustico ed atmosferico prima dell’entrata in vigore di questa sperimentazione, né il numero dei pedoni che hanno oggi accesso al centro storico per capire se sono aumentati o meno, e così via…

Come si fa, dunque, ad affermare che il bilancio di questa sperimentazione è stato positivo se non esiste un metro di riferimento?

In realtà, l’unico obiettivo che il nostro Sindaco si prefigge è quello di tirare dritto a prescindere dal benessere del paese, convinto com’è che, manipolando le parole, riuscirà ancora a far credere alla gente, quel che vuole.

Noi diciamo basta a questa presa in giro, basta a questo modo di venire meno agli impegni presi, basta a questo sfacelo cui stiamo assistendo.

Ostra rischia di diventare sempre più spettrale, più povera, meno attraente (a proposito: se si vuole parlare di turismo si deve cercare di mantenere la città pulita, decorosa e soprattutto aperta, cosa che oggi Ostra non è), ma una speranza ancora c’è: sono i tanti cittadini che in questi mesi abbiamo incontrato e che vorremmo davvero si riappropriassero della città, facendola rivivere, con amore e soprattutto con la fierezza di chi si sente cittadino ostrense. Siamo certi che il loro impegno, la loro tenacia, la loro generosità ed il loro coraggio prevarranno sulle vuote parole e sui dati parziali, così che Ostra possa tornare a vivere!

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