Inaugurazione a Serra de’ Conti della mostra su Suor Maria Giuseppina Benvenuti
Sabato 16 maggio presso la chiesa di San Michele

Sarà inaugurata sabato 16 maggio 2026 alle ore 10.30, presso la Chiesa di San Michele di Serra de’ Conti, la mostra “La Moretta di Serra de’ Conti. Suor Maria Giuseppina Benvenuti: storia, vita e testimonianze”, un importante percorso espositivo dedicato alla figura della religiosa clarissa africana conosciuta come “La Moretta”, nel centenario della sua morte avvenuta nel 1926.
Promossa dal Comune di Serra de’ Conti, dalla Parrocchia di Santa Maria de Abbatissis, dal Museo delle Arti Monastiche e dalla Federazione delle Clarisse Urbaniste, con la collaborazione del Centro Studi Santa Rosa da Viterbo e dell’Istituto di Ricerche per la Religiosità Popolare e il Folklore nelle Marche, la mostra, curata da Marco Pettinari, intende restituire al pubblico la straordinaria vicenda umana e spirituale di Suor Maria Giuseppina Benvenuti.
Nata nel Sudan con il nome di Zeinab Alif, Maria Giuseppina fu rapita da bambina e ridotta in schiavitù. Dopo anni di prigionia venne riscattata grazie all’opera di Nicolò Olivieri, sacerdote genovese che nel 1838 fondò l’“Opera per il Riscatto delle fanciulle more”, attraverso la quale centinaia di bambine africane vennero liberate dalla schiavitù e accolte in Italia. Tra queste vi fu anche la futura Suor Maria Giuseppina, giunta nelle Marche e inizialmente ospitata presso il monastero delle Clarisse di Belvedere Ostrense.
La sua storia si intreccia profondamente con quella del Monastero di Santa Maria Maddalena di Serra de’ Conti, monastero delle Clarisse Urbaniste che custodì la religiosa fino alla morte e ne conserva ancora oggi la memoria, gli oggetti personali e numerose testimonianze. Nel tempo, la fama di santità della “Moretta” si diffuse ben oltre la clausura, tanto che nel 1986 la Diocesi di Senigallia avviò ufficialmente la Causa di Beatificazione.
Il percorso espositivo presenterà importanti documenti provenienti dall’archivio del Centro Studi Santa Rosa da Viterbo, materiali che permetteranno di ripercorrere le diverse tappe della vita della religiosa: dall’infanzia in Africa alla schiavitù, dal riscatto alla vita monastica, fino alla diffusione della sua fama di santità. Accanto ai documenti saranno esposte alcune memorabilia originali conservate presso il monastero, testimonianze dirette della quotidianità della comunità clariana e della vita di Suor Maria Giuseppina.
Particolare rilievo avranno inoltre i due dipinti dedicati alla religiosa, tra cui l’opera realizzata da Angelo Cesselon, celebre artista italiano del Novecento noto a livello internazionale per i manifesti cinematografici dedicati ai grandi film e ai volti iconici del cinema. Negli ultimi anni della sua carriera Cesselon si dedicò anche alla pittura sacra e realizzò il ritratto della Moretta, consegnandolo personalmente al monastero di Serra de’ Conti.
La mostra offrirà anche uno sguardo inedito sulla sensibilità artistica della religiosa. Maria Giuseppina Benvenuti fu infatti una talentuosa organista e trascrittrice musicale: in esposizione saranno presenti spartiti e manoscritti musicali da lei utilizzati, testimonianza di una raffinata cultura musicale immersa nella tradizione organistica marchigiana tra Ottocento e Novecento. Le sue trascrizioni dai grandi compositori dell’epoca, come Donizetti e Verdi, raccontano un volto ancora poco conosciuto della sua personalità.
Tra gli elementi più significativi dell’esposizione vi sarà inoltre il lavoro di ricerca storica realizzato dai detenuti della Casa Circondariale di Terni, che hanno approfondito la vita e il contesto storico della Moretta, trasformando l’indagine storica in un’esperienza di memoria, riflessione e riscatto umano.
La mostra resterà aperta dal 16 maggio al 28 giugno 2026 presso la Chiesa di San Michele di Serra de’ Conti, tutti i giorni tranne il lunedì, con orario 10.30–12.30 e 16.30–19.30.
Un’occasione preziosa per riscoprire una figura straordinaria, capace ancora oggi di parlare al presente attraverso una storia di dolore, fede, dignità e speranza.
Da Comitato per il Centenario della morte della Moretta (1926-2026)




















Per poter commentare l'articolo occorre essere registrati su Valmisa.com e autenticarsi con Nome utente e Password
Effettua l'accesso ... oppure Registrati!