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NotteNera a Serra de’ Conti: bel compleanno pieno di persone, emozioni, gratitudine

Nell'edizione del ventennale ampia e calorosa partecipazione di pubblico in tutti gli appuntamenti - FOTO

Nottenera 2026 - Foto Lorenzo Fabbri

È stato proprio il compleanno che sognavamo: pieno di persone, sorrisi, emozioni, arte e condivisione. L’edizione del ventennale di NotteNera a Serra de’ Conti ha registrato sabato scorso ampia e calorosa partecipazione di pubblico in tutti gli appuntamenti che componevano il cartellone.

Una partecipazione attenta sin dall’inizio della serata, con l’art tour guidato dalle due direttrici artistiche Sabrina Maggiori e Carolina Mancini, sorta di visita guidata tra le varie mostre e installazioni d’arte ospitate nelle chiese, negli edifici storici e negli angoli più suggestivi del paese, tra le ceramiche di Anna Capolupo e le illustrazioni di Goele Dewanckel, i draghi volanti di Stefano Fiorina e le marionette tattili di Alessandra Stefanini.

L’albero delle stelle, opera site specific realizzata da Carmine Bellucci in residenza a Serra dal martedì precedente, resterà aperta alla chiesa di Santa Croce, insieme ad altri lavori di Bellucci, fino al 20 settembre, tutti i giorni escluso il lunedì, dalle 10,30 alle 19,30.

Platee piene per le arti sceniche: dal nuovo spettacolo di Andrea Cosentino in dialogo con l’AI alle strepitose ombre cinesi di Drew Colby, dal lavoro di Santolini e Guerrini con Noemi Piva nato quest’inverno a Serra de’ Conti, ai racconti della veglia proposti dalla compagnia Menoventi che proprio quest’anno festeggia i 20 anni di attività.

Nottenera 2026 - Foto Lorenzo FabbriNottenera 2026 - Foto Lorenzo Fabbri

Tra i momenti dedicati alla figura di Paula Carbini, cofondatrice del festival venuta di recente a mancare, spiccano certamente il reading de Le Serre e la rilettura di Moby Dick proposta dal trio Claudia Gentili, Alfio e Pier Paolo Vernuccio, ospitati entrambi nella scalinata di Via Garibaldi che Paula tanto amava.

Magica l’atmosfera in piazzetta Belvedere, dove era allestito il palco musicale e dove abbiamo ascoltato, dal tramonto fino a notte fonda, il folk intimo di Glomarì, il rap di Addivvì, il cantautorato stralunato di Mivergogno, gli incantevoli suoni di Ganna e infine il dj set cosmopolita di Dalga.

A NotteNera si prende sempre il suo spazio il cinema d’animazione, con la rassegna per ragazzi selezionata quest’anno dal progetto Cinefilante e poi l’omaggio ai corti dal respiro internazionale di Andrea Martignoni. L’ex merceria di Corso Roma ha ospitato la delicata installazione del giovane regista fabrianese Ruben Gagliardini, mentre è ancora la scalinata di Via Garibaldi lo scenario per la prima proiezione del cortometraggio realizzato dai reclusi del carcere di Montacuto nell’ambito di un progetto realizzato da Arci in collaborazione con NotteNera e Antigone grazie ai fondi dell’Otto per mille delle chiesa valdese. Ad accompagnare la proiezione un seguitissimo talk con due dei protagonisti del progetto, il regista Matteo Giacchella e l’antropologa Valeria Bochi.

Nottenera 2026 - Foto Lorenzo FabbriNottenera 2026 - Foto Lorenzo Fabbri

A fare da cornice e da collante a questa miriade di appuntamenti, i giochi in legno di Circoplà, le osservazioni astronomiche dell’Associazione Jesina Astrofili, il reading poetico di Stefania Torri.

Una NotteNera speciale si chiude e prima di lanciare lo sguardo su quello che sarà il futuro, è necessario fissare un pensiero di gratitudine nei confronti delle persone che hanno permesso a questo festival indipendente di tagliare il traguardo dei vent’anni di attività.

“Il primo ringraziamento – dicono le due direttrici artistiche Sabrina Maggiori e Carolina Manciniva a Paula e all’allora sindaco di Serra Bruno Massi, da cui partì la proposta, o forse la provocazione, che sfociò nella NotteNera. E poi grazie ai tantissimi volontari che ci hanno supportato in questi 20 anni. Grazie al presidente di NotteNera Sandro Apolloni, così come a tutti i suoi predecessori e ai membri del direttivo, per il supporto costante e stimolante. Grazie ai professionisti che hanno lavorato con noi, a chi ci ha dato una piccola o grande mano, grazie alle realtà imprenditoriali della zona che ci sostengono, grazie agli artisti che accettano di mettersi in gioco da noi, grazie infine e soprattutto a questo pubblico numeroso, gentile e attento che ci permette di esistere”.

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