Jazz’Inn 2026 a Ostra e Roma: “Umanità Aumentata, persone oltre la tecnologia”
Visione guida degli eventi dal 29 giugno al 3 luglio e in autunno, le relazioni umane come acceleratore di innovazione sostenibile

Creare ecosistemi collaborativi e riportare le relazioni umane al centro di uno sviluppo sostenibile, non solo promuovendo l’innovazione, ma rendendola accessibile, concreta e utile ai territori.
Questo l’obiettivo di Jazz’Inn, il Living Lab di innovazione collaborativa promosso dalla Fondazione Ampioraggio, che nel 2026 raggiunge la sua decima edizione con il tema “Umanità Aumentata – persone oltre la tecnologia”.
L’innovazione tecnologica è solo uno strumento, il fine ultimo è l’uomo. Un messaggio che si ritrova potente nell’enciclica “Magnifica Humanitas” di Papa Leone XIV sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale, pubblicata il 25 maggio.
“Il tema di Jazz’inn 2026 “Umanità Aumentata. Persone oltre la tecnologia” entra in una sorprendente e profonda comunione con la prima enciclica di Papa Leone XIV, ‘Magnifica Humanitas’ – commenta Giuseppe De Nicola, Direttore Generale di Fondazione Ampioraggio. Leggendone le prime sintesi ho ritrovato una visione che nasce dalla stessa consapevolezza: la tecnologia non può essere il fine del progresso umano, ma restare uno strumento al servizio della persona, delle comunità e della dignità umana. L’enciclica di Leone XIV afferma che l’intelligenza artificiale non è ‘di per sé un male’, ma non è nemmeno neutrale, perché assume il volto di chi la progetta, la finanzia, la governa e la utilizza. È esattamente il punto da cui parte Jazz’Inn: non celebrare la tecnologia come mito, ma creare spazi in cui persone, territori, imprese, startup, istituzioni e comunità possano interrogarsi insieme su quale umanità costruire nell’era dell’IA e come metterla a disposizione delle esigenze centrali del Paese: reddito, competenze, salute, rigenerazione, benessere, futuro sostenibile”.
Ostra e Roma, due appuntamenti complementari per costruire un dialogo tra borghi e metropoli
L’innovazione più importante non nasce dall’accelerazione continua, ma dalla qualità delle relazioni umane, dal fare squadra per obiettivi comuni, generando valore e contribuendo alla crescita della comunità. Nel 2026 il format di Jazz’Inn raddoppia per connettere, in un dialogo senza precedenti, le aree interne con le grandi aree metropolitane. Due appuntamenti complementari a Ostra (AN), dal 29 giugno al 3 luglio, e a Roma, dal 9 al 13 novembre, per rappresentare la doppia anima dell’Italia e costruire “ponti” tra borghi, cuore del saper fare, e metropoli, hub di servizi e ricerca. Il laboratorio diffuso di open innovation permette incontri tra Case Giver (chi ha un problema o un progetto) e innovatori per trovare soluzioni concrete, un’opportunità dedicata a startup, PMI, microimprese, team di aspiranti imprenditori e istituzioni. Le aree di interesse indicate dal regolamento comprendono, tra le altre, Agritech, turismo, Smartlands, Circular Fashion, Heritage, Mobility, Entertainment, Energy & Water e Digital Health, con particolare attenzione a tecnologie e approcci quali intelligenza artificiale, Internet of Things, big data, blockchain, realtà aumentata e virtuale, reti 5G, accessibilità, monitoraggio, sostenibilità, scalabilità e replicabilità.
“Come ci ha ricordato il Papa nell’enciclica, il vero rischio non è l’intelligenza artificiale, ma la perdita dell’intelligenza umana relazionale, etica e comunitaria – continua De Nicola. Jazz’inn, costruisce da 10 anni luoghi di ascolto e collaborazione, dove il valore nasce dall’incontro tra diversità e dalla contaminazione delle idee”. Questo avviene attraverso tavoli di open innovation, percorsi territoriali, dialoghi tra imprese, PA, startup e ricerca, riflessioni su IA, sostenibilità, comunità energetiche, aree interne e trasformazione digitale. E non lo si fa in un laboratorio teorico ma in contesti reali, nei borghi, nelle città, nelle relazioni concrete tra persone. Grazie ad alcuni soci della Fondazione, Ostra sarà un demo smart lab nel quale saranno rese disponibili diverse soluzioni tecnologiche che ridurranno l’isolamento delle aree interne e questo permetterà agli amministratori che parteciperanno da tutta Italia, di sperimentare soluzioni utili anche per i propri territori.
L’appuntamento di Ostra si aprirà nel pomeriggio del 29 giugno con “Madri della Pace. Costruire la Pace, seminare la Speranza”, un dialogo in collegamento dalla Palestina con due madri, una palestinese ed una israeliana, testimoni della perdita dei rispettivi figli in guerra. Una diretta con traduzione in simultanea fortemente voluto da Giovanna Ruggiero, Presidente della Fondazione Ampioraggio.
“Uno dei commenti più significativi di ‘Magnifica Humanitas’ ha un titolo che sembra quasi dialogare direttamente con il manifesto di Jazz’inn 2026: ‘Restare umani nel tempo degli algoritmi’. È forse questa la sintesi più forte della convergenza tra Ampioraggio e il Vaticano. Il concetto stesso di ‘Umanità Aumentata’ non richiama un uomo potenziato artificialmente, ma un’umanità capace di aumentare. Jazz’inn propone ecosistemi collaborativi nei quali la tecnologia non sostituisce l’umanità, ma ne amplifica creatività, empatia, intelligenza collettiva e capacità di cooperazione”, conclude De Nicola.
Per maggiori informazioni: www.fondazioneampioraggio.it
Preregistrazione:https://www.fondazioneampioraggio.it/jazzinn-2026-pre-registrazione/
Jazz’Inn 2026 Challenge:https://www.fondazioneampioraggio.it/jazzinn-2026-challenge/




















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