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Si è spenta Ilaria Arcangeli, giovane architetta di Barbara

Profonda commozione per la scomparsa della donna, che ha affrontato un difficile percorso con grinta e grande ironia

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Ilaria Arcangeli

Si è rapidamente diffusa, non solo a Barbara, ma anche a Senigallia e in tutta la Valmisa, la notizia della morte di Ilaria Arcangeli, donna e architetta di 39 anni.

E’ stato lo stesso marito della donna, Manolo Tinti, a pubblicare mercoledì 4 ottobre su Facebook la foto di sua moglie e l’annuncio della sua scomparsa, accompagnato da quello dei funerali, che si terranno giovedì 5 ottobre alle ore 15 alla chiesa di Santa Barbara, a Barbara, dove la coppia abitava.

Immediati e a decine i messaggi di profondo cordoglio di parenti, amici e conoscenti di Ilaria Arcangeli e Manolo Tinti, postati sul social network in seguito alla divulgazione pubblica della notizia.

“Hai mutato il mio lamento in danza, la mia veste di sacco in abito di gioia” è il salmo e il messaggio d’amore che Tinti ha scelto per accompagnare il tristissimo annuncio della scomparsa di sua moglie.

“Nella notte tra il 3 e il 4 ottobre – precisano quanti le sono stati vicino in questi mesi – Ilaria ha salutato i suoi cari nell’intimità della loro casa, concludendo un percorso di vita segnato da una lunga malattia, ma anche e soprattutto da tante espressioni di gioia e forza espresse nella vita coniugale, nella comunità di Barbara in cui è nata, nei gruppi di preghiera che frequentava, nel coro della parrocchia di cui faceva parte e non per ultimo nel settore dell’architettura di cui era membro attivo dal 2005, quando, dopo la laurea nelle Scuola di Architettura di Ascoli Piceno, aveva iniziato l’attività di progettista tra Senigallia e diversi comuni dell’entroterra, collaborando prima con uno Studio di Progettazione di Casine di Ostra, poi con Astudioarchitetti di Senigallia capitanato dall’arch. Mario Gentili, fino a fondare MAIstudio Con Matteo Carli e Anna Bonvini”.

“Importante e costruttivo negli anni, – continuano – il sostegno dei medici e fondamentale l’assistenza domiciliare fornita negli ultimi periodi dall’A.O.S., Associazione Oncologica Senigalliese, con la quale Ilaria ha collaborato nell’organizzazione di alcune edizioni della Fiera delle Bambole di Senigallia e progettato la stanza L’ottavanota, realizzata nel reparto di Oncologia di Senigallia che fornisce ai paziente uno spazio di supporto complementare.”

Il percorso di malattia, affrontata con grinta e grande ironia, ma anche le esperienze lavorative e di vita, le hanno consentito di ottenere infiniti contatti e di scoprire il continuo miracolo quotidiano. La stessa Ilaria, in un suo articolo comparso recentemente sulla Voce Misena, in seguito ad un viaggio a Lourdes, si domandava: “Quindi direte voi, dov’è il miracolo? Il miracolo è nella serenità dei momenti difficili. Il miracolo sta in quella incosciente tranquillità che guida le mie giornate”, nella condivisione incessante delle esperienze con le persone amate.

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