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“Terre della Marca Senone unione e non fusione. E Senigallia non fagocita nessuno”

La maggioranza di Ostra Vetere rispedisce al mittente le critiche: "decisione inevitabile e resteremo autonomi"

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Comune di Ostra Vetere

Nel consiglio comunale del 22 dicembre abbiamo scelto in modo convinto di partecipare alla costruzione di un nuovo soggetto, l’unione dei Comuni denominata “Le Terre della Marca Senone”, per dotare il nostro territorio ricco di cultura e di eccellenze di uno strumento amministrativo efficace e innovativo, in grado di offrire migliori servizi, risparmio della spesa, maggiori investimenti, nonché semplificazione della macchina amministrativa.


Ma che cos’è un’unione di Comuni? In parole semplici l’unione non è altro che un “contenitore” all’interno del quale ogni singolo Comune decide quali servizi inserire, ed è importante sottolineare che si tratta di servizi e non di funzioni, per una gestione condivisa con altri. Un esempio concreto già in atto di tale gestione condivisa è quello dei servizi sociali, la cui convenzione è in prossimità di scadenza e che sarebbe impossibile pensare di gestire singolarmente.

In questi giorni le varie anime della minoranzaci hanno imputato diversi errori, primo tra tutti quello di aver subito la volontà di Senigallia che in futuro fagociterà noi e gli altri piccoli Comuni. Nella realtà le cose non stanno affatto così. Infatti, già dal marzo 2014 (c’è una lettera protocollata visibile da tutti), il Sindaco Memè aveva invitato il suo collega di Senigallia ad avviare un processo costitutivo ampio che coinvolgesse i Comuni dell’intera vallata. La volontà di questa Amministrazione era chiara: avere un ruolo attivo nel processo di aggregazione. Questa unione, insomma, non nasce all’improvviso: non è altro che la prosecuzione dell’esperienza positiva, anche se di certo migliorabile, intrapresa con la costituzione dell’ufficio comune dei servizi sociali.

Siamo stati poi accusati del fatto che saremo condizionati da Senigallia nelle future decisioni. In modo netto e categorico ribadiamo che non sarà assolutamente così! Non c’è nessuna fusione e dirlo significa essere in malafede. Su questo punto i gruppi di minoranza hanno dimostrato parecchia confusione. Il consigliere Marini ha portato come esempio similare la vicenda Senigallia-Morro d’Alba, dimostrando ancora una volta di non aver compreso la profonda differenza tra unione e fusione.

Inoltre sono stati presentati diversi emendamenti senza indicare la proposta alternativa. Poiché ciò non è possibile, soltanto dopo richiesta della maggioranza, in uno di questi il consigliere Marini ha ideato di regolare i rapporti patrimoniali in caso di recesso “pro rata” (sic!). In occasione di un altro emendamento si è reso necessario fare il “conto” del numero di 1/3 di consiglieri per mostrare che quanto avanzato non aveva senso. Infine, in un altro, la consigliera Codias ha chiesto che la prima seduta dell’unione venisse convocata dal sindaco più anziano anagraficamente (ancora ci stiamo chiedendo a quale pro).

Proprio per la grande confusione su questi temi ci teniamo a ribadire questo concetto fondamentale: ogni Comune mantiene intatta la propria autonomia. Questo nuovo organismo vuole essere uno strumento per risolvere i problemi che le nostre comunità si trovano ad affrontare ogni giorno. Per diversi anni a Ostra Vetere abbiamo sentito parlare di Bruxelles, Europa, Washington ecc. Tutt’ora alcuni continuano a farlo e poi nella pratica scelgono di chiudersi a riccio nel proprio rassicurante recinto.

L’ultima critica rilevante è stata questa: poiché siamo vicini alla scadenza elettorale, non avremmo dovuto prendere nessuna decisione. Ribadito che non si tratta di fusione e quindi non perderemo minimamente la nostra autonomia, non abbiamo sempre manifestato nelle pubbliche assemblee la nostra volontà di associazionismo e collaborazione con altri enti? E poi, rimanere da soli e non aderire non sarebbe stata già di fatto una scelta? Che avrebbero detto se fossimo rimasti fuori? Che non abbiamo capacità di aprirci e che non sappiamo confrontarci con i nostri vicini? Che ne siamo succubi e abbiamo paura?

Potremmo continuare con altre ipotesi, ma la verità è un’altra e non cambierebbe: sanno bene anche loro che questa è la decisione più giusta per il futuro della nostra comunità e che non potevamo perdere questo treno, ma vogliono cogliere l’occasione per iniziare la campagna elettorale.

Due dati veloci per concludere: tra quelli che hanno aderito, Ostra Vetere è il secondo Comune più piccolo, così come è al secondo posto per percentuale di persone anziane. Che futuro potremo garantire alle generazioni che verranno isolandoci dal resto del mondo? Come potremo far fronte allo spopolamento e alla migrazione di massa verso la costa se non collaborando, garantendo servizi migliori e costruendo una valida alternativa?

Lasciare così lo stato di cose significa non fare nulla e accettarlo. Raccogliere la sfida con un ruolo attivo significa provare a cambiare quello che non va. Noi abbiamo scelto questa strada in modo convinto, con lo sguardo proiettato verso il futuro ma con solide radici che ci legano alla nostra comunità.

Il Sindaco e la maggioranza consiliare

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