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Parco archeologico: itinerario artistico

 

sito archeologico

I Parchi Archeologici visitabili nel sito sono il MUNICIPIUM ROMANO di Suasa, importante centro della Valle del Cesano, che sorgeva lungo il diverticolo della via Flaminia che conduceva da Vicus Cales (Cagli) a Sena Gallica (Senigallia). Un programma di scavi promosso dall’Università di Bologna in collaborazione con la Sprintendenza Archeologica delle Marche, ha permesso di rinvenire l’antica via basolata, il foro commerciale con botteghe e laboratori, due aree sepolcrali, l’anfiteatro (fine I sec. a.C.), edifici pubblici, e diverse strutture abitative private e soprattutto la ricca abitazione patrizia detta domus dei Coiedii.

MosaicoLA DOMUS DEI COIEDII, si tratta di una delle più belle domus dell’Italia centrale; si tratta di un’ abitazione privata disposta lungo il principale asse viario della città; si estende per 3.000 mq. e presenta ricche caratteristiche architettoniche. L’aspetto attuale della dimora deriva da diverse trasformazioni e restauri avvenute in circa sei secoli. La domus in origine presentava un nucleo originario ad atrio di età tardo repubblicana (metà del I sec. a.C.) ampliato in età medioimperiale (inizio del II sec. d.C.) che le ha conferito il suo aspetto definitivo. La costruzione di questo grande impianto non inalterò l’aspetto del nucleo originario, ma permise di organizzare il quartiere di soggiorno e di rappresentanza. Il settore orientale del complesso abitativo è interamente occupato da un grande giardino con porticati, vasche con fontane, soggiorni estivi Nella casa è presente anche una zona termale con una grande piscina scoperta mentre nel settore sud-ovest sono presenti i servizi, con le cucine e i depositi. Pavimento opus sectile
Un piccolo quartiere autonomo fu ricavato, agli inizi del III sec.d.C., a sud comprende una dieta (zona per assemblee) e due cubicola (stanze da letto). Nello stesso periodo si ricava al centro della facciata dell’abitazione una grande aula indipendente, forse un collegium, non comunicante con gli ambienti interni ma accessibile con una scalinata dalla strada. Internamente la domus si percorre attraverso lunghi corridoi pavimentati in cotto. I resti di questa splendida dimora sono protetti da un’ampia copertura ed è stato realizzato un percorso sopraelevato integrato da pannelli didattici per una maggiore compèrensione soprattutto dei numerosi mosaici figurati, geometrici e monocromi che rivestono le pavimentazioni dei principali vani del complesso. I mosaici sono rappresentativi di quattro secoli di questa arte,vanno dal I sec. a.C. al III sec. d.C. Le pareti della domus erano abbelliti da splendidi affreschi, recuperati ed in parte ricomposti e visibili al Museo Civico Archeologico “A. Casagrande” Città Romana di Suasa a Castelleone di Suasa. museoDal 1993 l’intera fascia di terreno posto a fianco del muro meridionale della domus dei Coiedii è oggetto di campagne di scavo, portando alla luce altri interessanti elementi, tra cui un’abitazione privata d’età mediorepubblicana, testimonianza della fase di pianificazione urbanistica pre-municipale di Suasa, cha va dal III sec. a.C. al II sec. a.C. E’ dunque evidente l’importanza storica che tali evidenze assumono in ambito regionale. L’intera area è giunta a noi quasi integra, completa degli apparati decorativi pavimentali, in parte di quelli parietali e di alcune parti degli alzati dei muri costituiti da mattoni in argilla cruda, messi in opera su zoccolature in laterizio, tecnica, attestata dalle fonti antiche,ma raramente utilizzata nella realtà archeologica.

scavi foroIL FORO COMMERCIALE si trova di fronte alla domus dei Coiedii. Si tratta di un imponente complesso pubblico costituito da una serie di vani disposti su tre lati e aperti su un portico che si volge verso una piazza scoperta. I vani contati sono circa una quarantina, probabilmente destinati ad un uso commerciale e artigianale. L’edificio doveva avere un piano superiore e un ingresso monumentale al centro dell’ala occidentale che metteva in comunicazione la piazza con il decumano secondario (accampamento militare) che passava alle sue spalle. L’epoca di costruzione risale alla prima metà del I sec. d.C. ma si sono susseguiti vari restauri che ne hanno alterato l’aspetto. Prima della sua edificazione l’area era occupata da strutture sacre, i cui resti sono stati restaurati e visitabili.

L’ANFITEATRO è il solo monumento della città. I resti della struttura sono stati riportati alla luce nel 1990 dalla Soprintendenza Archeologica per le Marche. All’anfiteatro si accedeva attraverso 6 ingressi voltati (i cd. vomitoria) , mentre il muro perimetrale ha un paramento esterno in filari di blocchetti di calcare bianco e rosato, alternati a corsi di laterizi. L’anfiteatro di Suasa è uno dei più grandi delle Marche, secondo per dimensioni solo a quello di Ancona, misura 333 piedi sull’asse maggiore (98,7 m) e 260 piedi su quello minore (77,7 m). L’impianto roiginario risale alla prima età imperiale ed è attualmente il monumento è ancora oggetto di interventi di scavo e restauro, è visibile dall’esterno della recinzione che lo circonda e viene, comunque, utilizzato occasionalmente per ospitare spettacoli teatrali e musicali di notevole suggestione.

IL TEATRO è ubicato tra la domus dei Coiedi e l’anfiteatro.Gli ultimi scavi ruisalgono al 2004 per verificarne le potenzialità archeologiche, dai dati emersi è risultato che le strutture dell’edificio sono piuttosto integre, e che il proseguo degli scavi e della sua totale messa in luce è certamente auspicabile. Le strutture messe in luce sono state, per evidenti motivi di conservazione, rinterrate in attesa dell’avvio di regolari campagne di scavo e restauro.

necropoli meridionale

LE NECROPOLI erano situate nel decumano massimo della città una a sud e una a nord. Nella necropoli settentrionale c’è il basamento di un grande monumento funerario “a podio”. Quella meridionale è, invece, stata oggetto di alcune sistematiche campagne di scavo. Sono stati ritrovati i resti di quattro grandi tombe monumentali, circa una quaranta inumazioni semplici e tre ustrina,cioè luoghi di cremazione dei defunti. La necropoli è stata in uso dal periodo tardorepubblicano (I sec.a.C.) al tardoantico (IV-V sec. d.C.). Alla fase più antica sono riferibili alcuni monumenti funerari a dado e gli ustrina. Ad una fase medioimperiale (II sec.d.C. – III sec. d.C.) fanno riferimento delle inumazioni di diversa tipologia: alla cappuccina, in cassa laterizia, in fossa terragna. lucerneNell’ultimo periodo la necropoli è stata arricchita di tombe architettoniche della prima età imperiale. Alcuni oggetti di corredo e i materiali architettonici ed epigrafici sono stati recuperati dalle sepolture e sono ora esposti nel Museo Civico Archeologico a Castelleone di Suasa. A Suasa altri rinvenimenti di carattere funerario e sepolcreti sono stati individuati nei pressi dell’Anfiteatro e nel giardino della domus dei Coiedii.

recupero pitture parietaliL’EDIFICIO 4 si trova a sud a poca distanza dalla domus dei Coiedii, sempre in fregio all’asse viario principale della città; si tratta di una struttura recuperata solo in parte. L’edificio è disposto su diversi settori, uno verso la strada e composto da una serie di vani, in parte pavimentati con mosaici figurati in bianco e nero, e in parte con esagonette fittili e cocciopesto, disimpegnati da corridoi mosaicati in monocromo bianco. L’edificio 4 è da ricondurre almeno per la fase principale al periodo medioimperiale ma forse derivante da impianto originario più antico, probabilmente un complesso pubblico a carattere termale.