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Crisi Bizzarri di Corinaldo, a rischio oltre 300 posti di lavoro

110 sono i dipendenti, altri 200 lavorano nell'indotto. Il Pd: “Al centro il futuro dei lavoratori”

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La Bizzarri SPA di Corinaldo

Il Partito Democratico di Corinaldo e di Castelleone di Suasa, assieme agli iscritti di Ostra Vetere esprimono profonda preoccupazione per la crisi aziendale della Bizzarri Spa emersa nuovamente in questi ultimi giorni.

Una realtà produttiva che da sempre rappresenta uno dei nodi centrali dell’economia del territorio e in particolar modo per le comunità di Corinaldo e Castelleone di Suasa. Un’azienda che in 40 anni di attività ha raggiunto punti di eccellenza anche grazie al lavoro da intere generazioni e famiglie corinaldesi e di Castelleone e che anche negli ultimi anni si è distinta fra le più importanti realtà imprenditoriali marchigiane.

La possibile chiusura fra poche settimane con il coinvolgimento diretto di 110 lavoratori e dei 200 derivanti dall’indotto, ci pone in una condizione di profonda apprensione per le sorti e il futuro delle persone e delle famiglie impiegate in azienda.

Con speranza abbiamo appreso del repentino impegno del sindaco di Corinaldo Matteo Principi e dell’assessore alle Attività Produttive Rosanna Porfiri fin dalle prime ore dopo l’annuncio nel fare chiarezza sulla situazione e quindi dell’apertura di un tavolo di confronto con i sindacati e con la Regione Marche.

L’avvio immediato del percorso amministrativo che ha visto in queste ultime ore attivarsi l’assessore regionale Loretta Bravi e il presidente del Consiglio Regionale Antonio Mastrovincenzo, parallelamente al percorso sindacale è certamente la strada migliore per cercare di individuare fin da subito una possibile via risolutiva.

Con forza quindi esprimiamo tutto il nostro sostegno e sollecito nel perseguire tale lavoro di confronto fra istituzioni, sindacati e proprietà aziendale volto ad individuare nel più breve tempo possibile tutte le possibili soluzioni per tale preoccupante crisi.

Ci appelliamo inoltre a tutti i rappresentanti istituzionali e politici del territorio, della Regione Marche e quindi del Parlamento italiano affinché si intervenga in maniera convinta e compatta. Fiduciosi nella volontà comune di tutte le parti coinvolte di perseguire ogni strada risolutiva, mettendo al centro il futuro dei lavoratori coinvolti.

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