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Baldetti a Barbara: tour di ruote e cultura

Lo storico e il suo "Federico II di Svevia"

Lo storico Ettore Baldetti con Alberto Cigolani

Con il noto storico ETTORE BALDETTI, carismatico vessillifero del “genius loci”, il Tour di RUOTE E CULTURA è tornato a fare tappa a BARBARA.

Il Progetto è rientrato nell’antico castello (Castrum Barbarae), che aveva ispirato l’ITINERARIO in chiave olistica per fondere in prezioso lingotto unico i valori del movimento colto e della mobile cultura (stella fissa intorno a cui orbitano conoscenza, consapevolezza, creatività, etica).

Principalmente: l’educazione (binomio SCUOLA e SPORT), il paesaggio (da preservare), i Borghi (da promuovere).

Nella Sala Consiliare del Palazzo Comunale e davanti alle telecamere, a dissertare profondamente amenamente con il socio della Deputazione di Storia Patria nonché archivista e paleografo, è stato ALBERTO CINGOLANI, consigliere comunale delegato alla Cultura.

Il professor Baldetti ha dissertato principalmente intorno al suo ultimo libro

“FEDERICO II HOHENSTAUFFEN DI SVEVIA” (edito da Urbania 2024), peraltro sui modi del futuro antico e sui ritmi della quotidianità informata dal passato remoto e prossimo.

Così “la fortunata e tempestiva procreazione dell’unico principe ereditario” che “si realizzò lunedì 26 dicembre 1.194 a Jesi, una cittadina della marca d’Ancona” ha trovato naturale legame con le espressioni del ribattezzato ‘Genio Barbaro’, la cui più famosa incarnazione risponde al nome del ‘Barbarino’ Americo Severini, ciclocrossista vicecampione mondiale e pluritricolore insignito della prima edizione del Premio RUOTE E CULTURA, sul propugnato e promosso asse Montagna – Collina – Mare.

Il “purtroppo” ha aperto il capitolo della memoria da alimentare e della Macrostoria Marchigiana Dimenticata: “Purtroppo è notorio come l’Italia…non sappia valorizzare al meglio le proprie immense risorse culturali” paradossalmente complice anche “un pedissequo rispetto della normativa vigente”.

In loco, solo a Senigallia, “…una colonia marina degli anni Trenta, ex UNES e ENEL, … è stata abbattuta …nel 2009” e successivamente “nella stessa città rivierasca è altresì scomparsa…Villa Torlonia”.

Meglio riportarsi alla sorgente con (sottotitolo dell’opera) “La nascita a Jesi e il transito nelle Marche del terzo imperatore venuto ‘di Soave’ ”, citando Dante ed il Paradiso della Divina Commedia.

Ovvero: “le cause e le conseguenze locali” nonché “l’impatto che tale avvenimento ebbe fra i contemporanei”

(con l’eco viva anche nell’attualità).

Di rilevante significato anche il ritorno.

“Nel giugno 1.240, provenendo da Capua e dal nord della Campania, lo stesso imperatore giungeva presso i confini meridionali della Marca con l’intento di dirigersi verso la Romagna. …il tragitto meno lungo e pericoloso raggiungeva il Montefeltro nella direttrice BARBARA, Montesecco, Acqualagna Urbino, passando inizialmente per l’antica via Gallica….”.

Fra i richiami all’oggi e al domani (che è spesso ieri), l’ultima parte del tragitto baldettiano (“contributo” in virtù dei “nuovi dati delle ricerche documentarie… all’interno di una contestualizzazione macrostorica”) si dipana attraverso il Repertorio figurativo e l’intrigante Appendice (Pingnoratio, Venditio, Cronica…).

Infine la Donatio.

Vedi: “Acto di Guido dona, per il beneficio dell’anima sua e dei suoi parenti, a donpnus Rainaldus, priore di Santa Maria di Barbara, i beni che possiede e detiene, con le relative terre, vigne, case e loro pertinenze, situati nel comitato di Senigallia.”

Su Tvrs, nei vari contenitori dei GIOVEDI’ DI RUOTE E CULTURA:

ore 22 circa (Canale 13 – streaming www.tvrs.it).

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