Successo a Barbara per “Ciurma! Il festival dei monelli e delle monelle”
"Questa edizione è il culmine festante di un percorso che dura tutto l’anno"

Ha portato con sé, come suo solito, qualcosa di così magico e talmente allegro da rimanere appiccicata addosso ancora per un po’, la Ciurma! di quest’anno. Gli ingredienti, in fin dei conti c’erano tutti…
Il castello incantato sulle colline, bambini e bambine scalpitanti a riempire la piazza con urla e schiamazzi e persone adulte con sorrisi sereni sui volti festanti, pronte a giocare.
Una lista accuratamente voluta di artiste ed artisti che, come abbiamo più volte ripetuto, sono anche le persone che con il loro mestiere e la loro professionalità hanno scelto di vivere in e per questo territorio.
E Un motivo, un pensiero, un desiderio che muove il tutto ed è quello di donare spazio e tempo ad un’infanzia da vivere attingendo a tutte le fonti che la comunità, che il villaggio, mette a disposizione.
Allegria e spensieratezza, certo, un pensare remoto dell’infanzia vissuta in strada a giocare, dove lo spazio pubblico è riconquistato e non più solo un passaggio. Ma anche un costante costruire, riconoscere, accompagnare, rendere possibile. Anche e soprattutto qui.
Lo abbiamo chiamato “Diritto all’Immaginare” e qui, a Barbara, nel vuoto lasciato dallo spopolamento e dai tempi che corrono, il terreno è fertile.
C’è qualcosa che scalpita nelle famiglie che hanno partecipato alla CIURMA! Un’urgenza, un bisogno, un voler esserci che sta già costruendo.
Lo abbiamo visto con il lavoro fatto dalla scuola dell’Infanzia Arcobaleno per l’occasione. L’entusiasmo che ha accompagnato questo progetto proposto alle maestre pochi mesi fa si è appiccicato letteralmente sui muri, sulle porte chiuse da decenni delle case abbandonate del centro storico. Con “Porta Meraviglia” il messaggio è chiaro: Forse qui non c’è (più o ancora) spazio per abitare, ma fuori da qui c’è volontà di restare, fare rumore, fare colore.
C’è una parte della comunità che in modi diversi traccia legami e sentieri per restare, per resistere. In biblioteca con un gruppo di pensionati dall’età variabile abbiamo aperto porte del passato in cui lo scenario non era che futuro. Assieme ad Eleonora Ilari e con una manciata di persone accorse a raccontare, quello che ne è venuto fuori è un progetto che ha emozionato e che ha bisogno di spazio.“Il Furgoncino Arnaldo” è un racconto dettato dalla nostalgia ma che di nostalgico non ha nulla. Allegro, scanzonato, dolcissimo. Il regalo più grande ce lo ha fatto Laura, classe 1931, che ha letto questa storia al Kamishibai artigianale costruito da Sauro emozionando un pubblico affascinato.
Le storie hanno il potere di moltiplicarsi, di intrecciarsi, di attraversare porte. Questo lo sapevamo bene durante la progettazione di questa edizione ma il collettivo Casarte composto da Michele Nardi e Nathalie Cairolle ha fatto in modo di ricordarcelo. in meno di 20 ore, durante il workshop “SOGLIE” pensato proprio per il festival, assieme all’attrice Morena Mastri e agli attori Ugo Rizzi, Francesco Brunelli, Gabriele Apolloni, Nicola Arpino e Jurgen Xhaferi hanno costruito una performance itinerante che la pioggia battente ha permesso di realizzare negli spazi inediti del Palazzo Comunale Albani. Un’occasione unica che ha avuto bisogno di una replica in più rispetto a quelle previste per permettere a più persone possibile di poter assistere.
Ma sono ancora altrettante le artiste e gli artisti che hanno reso questa giornata un punto di arrivo e ripartenza fondamentali per continuare a pensare questo centro e questo territorio. Dalla libreria Kamillo assieme ad Alessandra Chiappa, Alessandra Manfredi, Comunità Creattiva, Lapsus, Cristina Panigali per concludere con la Banda Cittadina di Monte San Vito. E qui va fatta una menzione speciale ad Emanuela Pettinari che assieme a Raffaella Persichella, per tutto l’anno anche qui a Barbara, hanno contribuito a mantenere alta l’attenzione sul genocidio in corso in Palestina dapprima con la mostra “heART OF GAZA”, poi conducendo il club del libro “Madafeh – un salotto in Palestina” dedicato ad autori ed autrici palestinesi in Biblioteca Comunale. Sempre dedicata alla Palestina, è allestita in chiesa Santa Barbara, grazie alla donazione di un privato, la mostra MANIFESTI PER GAZA di Artivists for Palestine. Uno sguardo artistico collettivo da tutto il mondo per continuare a chiedere giustizia per il popolo Palestinese, continuando a raccontarlo. Prossimamente sarà organizzata un’asta per poter vendere le opere e donare il ricavato.
Questa edizione di CIURMA! è il culmine festante di un percorso che dura tutto l’anno e avviene soprattutto nella Biblioteca Comunale di Barbara dove chi vi scrive, ovvero Veronica Janise Conti ne è da circa un anno e mezzo la responsabile. Curare la direzione di questo festival è sempre fonte di forte ispirazione e gioia nel condividere questa occasione con tutte le personalità che vi partecipano e poter tenere il muso ficcato nelle storie, che si trovino nei libri o nel racconto di un anziano, un lavoro bellissimo.
Alle istituzioni locali spetta il compito di riconoscere e valorizzare il lavoro dei professionisti e delle professioniste culturali.
il festival CIURMA! è un progetto di Spunk – il Laboratorio di Contaminazione Culturale




















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