Corinaldo: il festival “e-SISTER-e” cambia pelle e diventa “L’ALTRA METÀ”
Appuntamento nelle giornate del 22/23 maggio e del 6 giugno

“Com’è che si fa ad essere un uomo?”. La domanda, nuda e diretta, lanciata dal rapper Nayt nel suo brano “Un uomo”, diventa il cuore pulsante di un nuovo progetto culturale: L’ALTRA METÀ – Tutto quello che non è mai stato detto sui maschi.
In un’epoca in cui lo stereotipo dell’uomo che “non deve chiedere mai” è ufficialmente scaduto, molti si ritrovano incastrati tra vecchi ruoli che stringono e nuovi modelli ancora da inventare. L’ALTRA METÀ nasce come uno spazio per esplorare il lato meno conosciuto dell’universo maschile, quello che accetta la fragilità, che reinventa la forza e che non teme di mettersi in discussione.
Un incrocio di voci e prospettive
Il festival si propone come un dialogo aperto che coinvolge nomi di rilievo del panorama culturale e dell’attivismo italiano. Tra i protagonisti che animeranno i due weekend tra maggio e giugno:
Giulia Blasi e Lorenzo Gasparrini: scrittori e saggisti impegnati in un confronto inedito sul rapporto tra gli uomini e le sfide dei nuovi linguaggi.
Mica-Macho: l’associazione rappresentata da Gabriele Guadagna, che porterà la riflessione sulla mascolinità contemporanea nelle piazze e nelle scuole.
Manolo Farci: autore del libro “Quel che resta degli uomini”, per un’analisi sociologica e umana del maschile oggi.
Il programma in pillole
Il festival si articolerà in tre giornate chiave — il 22 e 23 maggio e il 6 giugno — toccando temi cruciali:
Paternità e lavoro: i congedi parentali tra carriera e investimento umano.
Educazione e futuro: laboratori nelle scuole e letture in biblioteca come “Storie spaziali per maschi del futuro”.
Salute e prevenzione: per riflettere su come l’uomo si prende cura di sé.
Ironia e Stand-up Comedy: con le performance di Cristiana Maffucci, Stefania De Ruvo, Nicola De Giorgio e Martina Francucci, perché il sorriso è lo strumento migliore per abbattere i muri del silenzio.
L’Altra Metà non è il solito festival: è un invito a disarmarsi, per costruire un linguaggio comune che parli agli uomini adulti, ai ragazzi che saranno gli uomini del futuro e a tutte le donne che vivono questa trasformazione accanto a loro.




















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