Giorgia Fabri: “Il Piano regionale dei rifiuti non può essere una scorciatoia”
La consigliera comunale: "Corinaldo merita una strategia, non di diventare la risposta ai ritardi altrui"

Il 28 luglio il Consiglio regionale voterà il nuovo Piano dei rifiuti, una scelta che inciderà sul futuro delle Marche e, per Corinaldo, è ancora più rilevante dopo l’individuazione del territorio corinaldese tra quelli idonei a ospitare il termovalorizzatore.
Si è seguito l’iter del Piano fin dall’inizio, promuovendo momenti di informazione pubblica. Già nel marzo 2025 si organizzò un incontro con l’allora Vicepresidente dell’Assemblea legislativa e i tecnici regionali per analizzare gli scenari oggi al centro del dibattito. È positivo che questa consapevolezza sia ora condivisa e che vi sia convergenza con l’Amministrazione comunale nella difesa degli interessi della comunità.
Il punto è un altro.
Un Piano regionale non può limitarsi a individuare dove collocare un impianto: deve guidare le Marche verso una reale economia circolare, riducendo il ricorso allo smaltimento finale.
Qui emergono i limiti del Piano.
Non chiarisce come ogni provincia raggiungerà l’autosufficienza impiantistica e continua a concentrare su pochi territori il peso delle carenze accumulate. Corinaldo ne è l’esempio: la discarica corinaldese riceve già rifiuti da province che non gestiscono autonomamente il proprio ciclo.
Questo non può diventare la normalità.
Prima di discutere di un termovalorizzatore, la Regione avrebbe dovuto definire impianti, aree idonee e investimenti per costruire sistemi territoriali equilibrati e autonomi.
Altrimenti il rischio è chiaro: trasformare Corinaldo nella soluzione ai ritardi altrui.
Considerare il nostro Comune il candidato naturale per il termovalorizzatore, inoltre, solo perché ospita già impianti è un principio sbagliato. La responsabilità dimostrata da questo territorio non può diventare una penalizzazione.
Al contrario, il sistema della vallata Misa-Nevola dovrebbe essere un modello da replicare. Qui è stata sviluppata una filiera capace di garantire continuità al servizio anche nei momenti più difficili: un patrimonio che la Regione dovrebbe valorizzare, aiutando gli altri territori a colmare i propri ritardi.
Ci sono poi aspetti concreti da considerare. Un impianto di questo tipo comporterebbe un aumento significativo del traffico pesante lungo la Strada Provinciale Corinaldese, con ricadute su sicurezza, qualità della vita e viabilità.
Per queste ragioni non è un rifiuto ideologico ma motivato.
Si chiede che il Piano sia uno strumento di programmazione e non una scorciatoia. Corinaldo ha già dato molto al sistema regionale dei rifiuti e merita decisioni fondate su scelte serie, trasparenti e condivise.
Il confronto dovrà proseguire nelle sedi istituzionali, a partire dal Consiglio comunale, con atti formali e il coinvolgimento dei cittadini. Si continuerà a seguire l’iter del Piano e a promuovere occasioni di approfondimento e partecipazione, convinti che decisioni di questa portata debbano essere costruite insieme alla comunità.
Giorgia Fabri
Consigliera Comunale Corinaldo




















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