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Escursione alla miniera di Cabernardi e alle sorgenti del fiume Misa

L'iniziativa dell'ass. Confluenze si terrà domenica 9 aprile

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La miniera di Cabernardi (Foto tratta da minieracabernardi.it) nei primi anni del '900

L’associazione Confluenze organizza per domenica 9 aprile, dalle ore 9, una escursione al parco minerario e museale di Cabernardi e alle sorgenti del fiume Misa. Una passeggiata facile e gradevole per risalire fino alla località San Donnino (Genga) alle pendici del Colle Ameno (793 m.s.l.m.) nel pre-appennino marchigiano, dove nasce il fiume che sfocia a Senigallia.

La storia del bacino minerario di Cabernardi inizia intorno alla metà degli anni 1870. Il 9 luglio 1877 si ebbe la dichiarazione di scoperta e cedibilità di un giacimento di zolfo nell’area di Percozzone. Tale atto, ad opera del Servizio Minerario del Corpo Reale delle Miniere, sanciva la scoperta che era stata effettuata dal sig. Pietro Brilli. Il 6 giugno 1878, fu data concessione per un’attività estrattiva ad una Società di proprietà dei sigg. Francesco Armando Buhl, Eugenio Buhl e Andrea Federico Deinhard.

La miniera di Cabernardi (Foto tratta da minieracabernardi.it) nei primi anni del '900Nel 1899 la Miniera di Cabernardi fu acquistata dalla Ditta Trezza-Albani. Il passaggio di proprietà implica anche un aumento dei lavoratori che da 200 raggiungono le 300 unità, nel 1904. Nel 1917 la Miniera venne ceduta alla Montecatini Società Generale per l’Industria Mineraria. Nel 1920 il numero dei lavoratori raggiunse il record di 840 dipendenti. Nello stesso anno iniziarono degli scioperi, che si protrassero anche l’anno successivo, finalizzati all’abolizione di una riduzione dell’indennità caro-viveri.
Il problema principale nella Miniera di Cabernardi era che nelle gallerie i minatori dovevano difendersi dal grisou (combinazione di gas metano con ossigeno), dal gas solfidrico e dal calore che sprigionavano le rocce.

La locandina dell'escursione di Confluenze al parco minerario di CabernardiPer la zona, la miniera era l’unico modo di lavorare e guadagnare decorosamente, tanto che il villaggio si era talmente allargato che la popolazione raggiunse le 3.000 unità. Nei mesi iniziali del 1952 la manodopera occupata era di circa 1.400 operai con una produzione media di 870 tonnellate di minerale.
Contro l’ipotesi di chiusura si sviluppò una forte protesta operaia sfociata nell’occupazione (la lotta ispirò anche un film del regista Gillo Pontecorvo). L’agitazione iniziò il 28 maggio del 1952 con l’occupazione della Miniera (turno ore 14-22). Prima della chiusura definitiva (5 maggio 1959), furono collocati in pensione circa cento operai e più di trecento furono trasferiti negli stabilimenti in Toscana, Sicilia e Trentino. Un’altra parte invece migrò in Belgio.

 

Infowww.minieracabernardi.it

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