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Valerio Aprea, Enrico Messina e Mirko Lodedo, “Ubu Re Ubu chi?” al Teatro Misa di Arcevia

Presentata la prima parte della stagione "Fame di teatro": tre spettacoli da ottobre a dicembre, poi altri nel 2022

Macchine da giardino Mancinelli - Senigallia
Valerio Aprea

Si apre il sipario sulla stagione teatrale 2021 del Teatro Misa di Arcevia, con un cartellone di tre spettacoli ispirati dallo slogan “Fame di teatro” e dalla gioia di riaprire le porte al pubblico e agli artisti con il 100% delle presenze in sala.

Il cartellone riprenderà poi a gennaio, e fino ad aprile, con altri eventi e spettacoli. La proposta del Comune di Arcevia è firmata nella direzione artistica ed organizzativa dell’Atgtp associazione Teatro Giovani Teatro Pirata, in collaborazione con AMAT Associazione Marchigiana attività Teatrali, e con il sostegno di “Alte Marche Creative-Cuore accogliente dell’Appennino” bando POR Marche FESR 2014/2020 – ASSE 3, Ministero della Cultura, Regione Marche e CMS Consorzio Marche Spettacolo.

Teatro Misa di Arcevia - Locandina stagione 2021Inaugura il programma, sabato 23 ottobre alle ore 21, Valerio Aprea con “Gola ed altri brevi pezzi”, un assolo spietato e al contempo esilarante, che fotografa un paese in balìa di una fame atavica, votato inesorabilmente al raggiro, alla menzogna, al disperato inseguimento di un lusso sfrenato e delirante. Lo spettacolo fa incontrare la scrittura di Mattia Torre con le musiche di Giuliano Taviani e Carmelo Travia composte per il film “Figli”. I tre monologhi di Torre scelti – “Colpa di un altro”, “Yes i can” e “Gola”, oltre a uno stralcio di “In mezzo al mare” – provengono dalla raccolta “In mezzo al mare”, pubblicata nel 2012 da Dalai editore, poi ampliata nel 2019 per Mondadori.

Valerio Aprea e Mattia Torre lavorano insieme da diversi anni. A partire dal primo monologo “In mezzo al mare” del 2003, passando per l’esperienza televisiva di “Buttafuori” (Rai3, 2006) e “Parla con me” (Rai3, 2007), a quella delle tre stagioni di “Boris” (2007-2010) confluite poi nel film omonimo (2011) e la serie “Dov’è Mario” (Sky 2016) e infine “Figli” il film postumo diretto da Giuseppe Bonito, migliore sceneggiatura originale ai David di Donatello 2021. In teatro, insieme a Valerio Mastandrea, hanno debuttato con “Qui e ora” (2013).

Enrico Messina e Mirko LodedoDomenica 14 novembre ore 21, appuntamento ancora con il teatro d’autore nello spettacolo “La storia di Taborre e Maddalena” di Enrico Messina, uno dei più grandi cantastorie italiani, in scena con il musicista e compositore Mirko Lodedo, autore delle musiche eseguite dal vivo con la fisarmonica e oggetti da tavola. La produzione, di Armamaxa Teatro, Casarmonica e Teatri Abitati – Residenza Teatrale di Ceglie Messapica, è costruito intorno al “narrar mangiando”, e narra la storia di due giovani, Taborre e Maddalena, che la sorte ha destinato a vite diverse. Fuggono per difendere il loro amore e trovano rifugio in una radura del Gargano, presso la casa di un vecchio pastore, costruita intorno a un albero di pere. Nell’incontro silenzioso dei tre, l’uomo offre ai ragazzi il frutto di semi coltivati per tutta la vita e a sua volta racconta moltiplicando l’intreccio. Stavolta è la storia di un re, di un’epoca lontana, dei suoi tre figli e del giardino. Al centro: un albero di pere…

Daniele Bonaiuti, Simone Martini, Alessio MartinoliSabato 4 dicembre ore 21, si chiude la prima parte della Stagione teatrale del Teatro Misa con “Ubu Re Ubu chi?” da “Ubu Roi” di Alfred Jarry, drammaturgia e regia Simone Martini e con l’interpretazione di Daniele Bonaiuti, Simone Martini, Alessio Martinoli, per una produzione KanterStrasse con il sostegno di Regione Toscana. Uno spettacolo adatto anche ai ragazzi, che attraverso i meccanismi comici della farsa e del grottesco ripercorre le vicende narrate nell’Ubu Re di Alfred Jarry, scrittore, poeta e drammaturgo francese inventore della Patafisica, rileggendolo con un lessico che richiama volutamente quello de “i picari” di Mario Monicelli. “Ubu Re Ubi chi?” parla di politica, di colpi di stato e di guerre, di salite e veloci discese, parla di noi e a noi. Un testo sempre attuale, sul potere, la ricchezza e l’ingordigia che porta a consumare e a consumarsi sempre troppo velocemente.

Gli spettacoli si svolgeranno nel rispetto delle normative vigenti in termini di distanziamento e misure di sicurezza. Green pass obbligatorio.

 

Direzione artistica ed organizzativa ATGTP
in collaborazione con AMAT Associazione Marchigiana attività Teatrali

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