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Lapide al Milite Ignoto a Castelleone di Suasa: “Ci sono errori, è da rifare”

La lettera dei consiglieri di minoranza al sindaco Manfredi

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Lapide Commemorativa al conferimento della Cittadinanza Onoraria al Milite Ignoto a Castelleone di Suasa

Il 7 novembre 2021 si è celebrata la Festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate ed è stata dedicata una Lapide Commemorativa al conferimento della Cittadinanza Onoraria al Milite Ignoto posta ai piedi del Monumento ai Caduti dei tutte le guerre.

Purtroppo, rispetto al posizionamento della salma del Milite Ignoto nell’Altare della Patria a Roma e dopo avere consultato testi e riferimenti storici di indubbia affidabilità, abbiamo subito riscontrato che quanto riportato sulla Lapide non risponde completamente al vero e per questa ragione, vista l’importanza che rappresenta il Milite Ignoto per il nostro Paese, abbiamo inviato una comunicazione al Sindaco Manfredi evidenziando gli errori e chiedendo di riscrivere la Lapide secondo una ricostruzione della storia esatta e puntuale.

In Consiglio comunale il Sindaco, nelle sue comunicazioni, molto di sfuggita e, chissà perché, senza leggere il testo della nostra lettera, nonostante abbia comunque riconosciuto la fondatezza delle nostre osservazioni, quello che abbiamo scritto secondo lui non è fuorviante, basta andare su internet – ha detto – per trovare tantissimi comunicati simili a quello da lui fatto proprio, e che è stato scritto sulla Lapide; continuando nel suo monologo ci informa che la Lapide si doveva comunque rifare in quanto la lettera “C” di “Consiglio” è stata scritta in minuscolo: praticamente se la lettera sopra citata fosse stata scritta nel modo giusto la Lapide sarebbe rimasta così.

Rispondiamo al Sindaco che internet non è la panacea di tutti i mali, tutti sanno che si possono trovare notizie non giuste e l’unico modo per affermare inequivocabilmente le proprie tesi è documentarsi attraverso fonti accreditate, come da noi fatto.

Per corretta informazione nei confronti dei cittadini Castelleonesi, di seguito alleghiamo la foto della Lapide inaugurata il 7 novembre scorso e pubblichiamo il testo integrale della lettera inviata al Sindaco il 17 novembre 2021.

 

Oggetto: Lapide commemorativa relativa alla Cittadinanza Onoraria del Milite Ignoto.

In occasione della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate del 4 novembre, commemorata nel nostro Comune domenica 7 novembre scorso, il Sindaco ha inaugurato una Lapide Commemorativa dedicata al conferimento della Cittadinanza Onoraria al Milite Ignoto, dietro iniziativa promossa dall’A.N.C.I., in esecuzione della Delibera di Consiglio Comunale n. 24 del 26 luglio 2021, totalmente condivisa dal nostro Gruppo e votata all’unanimità.

L’iniziativa di ricordare un “Soldato Ignoto”, è stata promossa dall’allora Ministro della Guerra e reduce On. Luigi Gasparotto e promulgata con la Legge n. 1075 dell’11 agosto 1918, con la costituzione di una commissione per la scelta di undici caduti italiani sepolti senza nome nei campi di battaglia sparsi lungo l’intero fronte dal Trentino al Carso, da cui venne tratto l’ignoto soldato tumulato sull’Altare della Patria il giorno 4 novembre 1921 in rappresentanza di tutti i connazionali caduti e dispersi durante la Grande Guerra 1915-18.

Parte del testo riportato nella Lapide e precisamente: “…Nel centenario della tumulazione nel Sacello dell’Altare della Patria…”, a nostro avviso non è corretta, spieghiamo il perché.

Nella cerimonia di tumulazione, con fonti storiche riportate nel libro “Ignoto Militi”, scritto dal Tenente Augusto Tognasso, reduce ed invalido di Guerra e Medaglia d’Argento al Valore, membro della Commissione che scelse le undici salme nelle modalità sopra descritte, e dal fotogramma tratto dal film “Gloria, Apoteosi del Soldato Ignoto” del 1921, la bara del Soldato Ignoto è stata deposta in un sepolcro di marmo presso l’Altare della Patria, precisamente sotto la statua della Dea Roma, e da quel giorno una coppia di soldati, a turno, prestano servizio come guardie 24 ore al giorno per tutto l’anno.

Successivamente, all’inizio del 1924, al fine di completare alcuni lavori alla parte centrale dell’Altare della Patria, la bara del Milite Ignoto fu temporaneamente spostata in un locale del Vittoriano. Fu in quell’occasione che venne suggerito di creare un Sacello, quindi un piccolo luogo di culto, al di sotto del monumento equestre di Vittorio Emanuele II; in questo modo si avrebbe potuto avere un luogo adatto alle commemorazioni.

Il 24 maggio 1935, in occasione delle celebrazioni per il ventennale dell’entrata in guerra dell’Italia nel primo conflitto mondiale, il sacello fu inaugurato insieme al sacrario delle Bandiere. La lapide del Sacello, posta in corrispondenza della tomba esterna, riporta la motivazione della medaglia d’oro al valore militare conferita al Milite Ignoto, attorniata da sei spade e con la data di inizio e di fine della prima guerra mondiale per l’Italia. Parte della cripta fu realizzata con materiale lapideo proveniente dalle montagne che furono teatro degli scontri della prima guerra mondiale: il pavimento è in marmo del Carso ed il piccolo altare è modellato da un unico blocco di pietra proveniente dal Monte Grappa.

Per le motivazioni sopra riportate riteniamo che la parola “Sacello”, riportata nella lapide, sia errata e fuorviante, in quanto, come già detto, la bara è stata tumulata nell’Altare della Patria sotto la statua della Dea Roma, mentre il Sacello, inaugurato 14 anni dopo la tumulazione del Milite Ignoto, è posto sotto il monumento equestre di Vittorio Emanuele II ed è solamente un luogo di culto adatto alle commemorazioni.

Alla luce di quanto sopra esposto, con documenti e rappresentazioni storiche attendibili, la lapide, ad eterna memoria, andrebbe riscritta con la seguente frase, a nostro parere più corretta: “…Nel centenario della tumulazione nell’Altare della Patria…”, eliminando la parola “Sacello”.

Qualora lo ritenesse opportuno, siamo disponibili ad un confronto per il bene dell’iniziativa.

Certi dell’accoglimento della nostra proposta salutiamo cordialmente.

Castelleone di Suasa, lì 17 novembre 2021.

Domenico Guerra
Giovanni Biagetti
Fabrizio Franceschetti

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