“Mai un riordino amministrativo è stato cosi incomprensibile e ingiusto!”
Arcevia ed altri 28 Comuni delle Marche si mobilitano

La legge 131/2025 voluta dal Ministro Calderoli ha pensato di riordinare la montagna italiana, mai un riordino amministrativo è stato cosi incomprensibile e ingiusto!
E’ dal 1952, anno di entrata in vigore della Legge n. 991 che i Comuni sono riconosciuti come territori montani o parzialmente montani dello Stato italiano
In questi settantaquattro anni, la classificazione montana ha rappresentato il presupposto giuridico su cui si è costruita un’intera architettura di politiche pubbliche comprese quelle fiscali sui terreni agricoli in area montana . La nuova legge rischia di recidere in un sol colpo il legame tra questi territori e il sistema di tutele che ne ha garantito, seppur con difficoltà crescenti, la sopravvivenza.
Nelle Marche sono 29 i Comuni Montani e parzialmente montani, tra cui Urbino, Treia, Sassocorvaro, Cingoli, Fermignano, Castignano, Belforte del Chienti, Arcevia, Cupramontana, Staffolo, Mergo, Rosora (15 Provincia di Ps, 5 An, 7Mc, 2 Ap) cancellati dalla nuova legge con condizioni di criticità che non hanno nulla di diverso da quelle di territori classificati come “totalmente montani”.
La previgente classificazione, fondata sulla Legge n. 991/1952 e confermata dalla Legge Regionale n. 18/2008, distingueva tra Comuni “totalmente montani” e Comuni “parzialmente montani”. Tale distinzione, , rispondeva a un principio di realtà: molti territori dell’Appennino non sono riducibili alla dicotomia montagna/pianura, ma si collocano in una fascia intermedia – la collina appenninica – che condivide con la montagna le stesse criticità strutturali pur senza raggiungerne le quote altimetriche. Arcevia è Comune parzialmente montano da sempre derivante dal suo esteso territorio collocato a ridosso dell’Appenino.
La nuova classificazione elimina questa categoria intermedia, imponendo un sistema binario che non ammette graduazioni.Tutti e 29 i Comuni erano classificati come Comuni montani o parzialmente montani: oggi, con un tratto di penna, vengono equiparati ai territori di pianura. È una semplificazione che non coglie la complessità del reale.
Le ricadute economiche dell’esclusione sono di notevole portata . Esse si articolano su più livelli.
Il Fondo per lo Sviluppo delle Montagne Italiane (FOSMIT).
Gli incentivi fiscali previsti dalla Legge 131/2025.– della flat tax al 15%, del credito d’imposta per l’acquisto e la ristrutturazione di abitazioni principali,dei crediti d’imposta per il personale sanitario e scolastico che presta servizio in Comuni montani, del bonus natalità ,delle misure di incentivazione per medici di medicina generale e pediatri che mantengono studi attivi nei Comuni montani.
Altro tema è L’esenzione IMU sui terreni agricoli: una tutela oggi preservata, domani a rischio.
La Legge 131/2025 delega il Governo ad adottare, entro dodici mesi, un decreto legislativo per il riordino di tutte le agevolazioni in favore dei Comuni montani, con il criterio direttivo di “rendere la normativa vigente coerente con la nuova classificazione”. Il riordino potrebbe comportare la cancellazione dell’esenzione IMU sui terreni agricoli e la conseguente perdita del beneficio per i 29 Comuni esclusi a cominciare dai parzialmente montani. .Per comunità a forte vocazione agricola, nelle quali l’agricoltura rappresenta non soltanto un settore economico ma un presidio di cura e manutenzione del territorio, la perdita dell’esenzione IMU si tradurrebbe in un aggravio fiscale diretto su proprietari terrieri, coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, colpendo il tessuto produttivo più radicato e resiliente dei nostri borghi.
L’esclusione dalla classificazione montana potrebbe privare i territori non soltanto di risorse finanziarie dirette, ma dell’intero sistema di leve pensato dal legislatore per contrastare lo spopolamento.
Inoltre bisogna tener conto che la Regione Marche, con la Legge Regionale n. 35/2013 e succ., ha incentivato la costituzione delle Unioni Montane, spingendo i Comuni, a trasformare le ex comunità montane in unioni e costruire insieme percorsi di sviluppo territoriale.
La nuova classificazione obbligherà a rivedere anche le Unioni Montane.
La Legge 131/2025 enuncia con chiarezza le proprie finalità: “valorizzare le zone montane come aree strategiche nazionali”, “ridurre lo svantaggio socioeconomico di chi vive in questi territori”, “rafforzare i servizi essenziali”, “contrastare lo spopolamento”. I criteri di classificazione adottati per dare attuazione a tali finalità rischiano di contraddirle in radice, escludendo dal perimetro delle tutele proprio quei territori che, per le loro condizioni strutturali, di quella valorizzazione e di quel sostegno necessitano con maggiore urgenza.
I 29 Comuni esclusi, sarebbero i destinatari ideali delle misure previste dalla Legge 131/2025. Escluderli dal novero dei beneficiari non è un’operazione tecnica neutrale: è una scelta politica che priva del proprio aiuto chi ne ha più bisogno. Una riforma che produce questo effetto non può considerarsi coerente con le proprie premesse.
E’ necessario garantire l’accesso pieno e continuativo al FOSMIT e a tutte le misure di sostegno previste dalla Legge 131/2025 anche per i Comuni eventualmente esclusi dalla nuova classificazione, se necessario attraverso l’istituzione di un Fondo Montagna regionale integrativo, inoltre, nell’esercizio della delega di cui all’art. 2, comma 4 della Legge 131/2025, andrà mantenuta integralmente l’esenzione dall’IMU per i terreni agricoli ubicati nei Comuni compresi nell’elenco storico della Circolare del Ministero delle Finanze n. 9 del 14 giugno 1993, evitando che il riordino delle agevolazioni si traduca in un aggravio fiscale per coltivatori diretti, imprenditori agricoli e proprietari terrieri di comunità già economicamente fragili.
Il Comune di Arcevia, anche a seguito dell’ordine del giorno approvato nel Consiglio Comunale del 18 febbraio scorso, ha aderito alla mobilitazione dei Sindaci delle Marche per mettere sul tavolo della Regione Marche, ANCI, Governo una soluzione volta a sostenere le aree interne delle Province marchigiane affinchè il riequilibrio dei territori delle aree interne diventi effettivo-
In sostanza bisognerà sgomberare il campo dalla confusione creata dalla nuova legge sulla montagna e trovare altre effettive risorse.
Arcevia 25 febbraio 2026
Marisa Abbondanzieri




















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