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La storia della chiesa del Piano in un libro

Presentazione a Corinaldo il 10 maggio

Domenica 10 maggio 2026, alle ore 16,30, a Corinaldo, presso la chiesa di Madonna del Piano, un tempo chiamata Santa Maria in Portuno, sarà presentato al pubblico il libro appena stampato di Dario Cingolani dal titolo Dall’antica abbazia a Santa Maria del Piano. Storia ultramillenaria di un insigne luogo di culto dall’azienda grafica Tecnostampa di Ostra Vetere.

La pubblicazione è stata promossa da Mons. Giuseppe Bartera, già arciprete parroco di Corinaldo negli anni 2010-2022, particolarmente affezionato alla chiesa della sua infanzia, per la quale già in passato aveva patrocinato una pregevole pubblicazione, curata da Manlio Brunetti (Madonna del Piano, 2002) sulla base della documentazione delle Carte avellanite.

La manifestazione, che è stata fissata in concomitanza con la XXXII Edizione nazionale promossa dall’Archeoclub d’Italia denominata “Chiese Aperte”, ha ottenuto il patrocinio della Deputazione di Storia Patria per le Marche, blasonato Ente costituito già dal 1890 con lo scopo di “promuovere ricerche e studi sopra la storia della Regione, sotto ogni aspetto, nel contesto della storia italiana ed europea”.

Per l’occasione sono previsti gli interventi di Mons. Giuseppe Bartera, promotore dell’iniziativa, di Giuseppe Lepore, professore di Archeologia classica presso l’Università di Bologna e direttore degli scavi presso la chiesa di Santa Maria in Portuno, e di Dario Cingolani autore del libro.
La chiesa di Santa Maria del Piano, la cui origine sembrerebbe potersi datare tra il VII e l’VIII, è stata per molti anni oggetto di scavi archeologici e di studi, tutti però limitati al periodo più antico fino agli inizi del secolo XIV.

La recente pubblicazione, con la presentazione del prof. Giuseppe Lepore, porta l’attenzione anche al periodo successivo fino agli inizi del secolo scorso, sulla base della documentazione che è stato possibile rintracciare negli archivi locali e in quello del Collegio Germanico-Ungarico di Roma. Ne emerge una storia interessante in relazione alle vicende della chiesa, che attraverso i secoli è diventata un insigne luogo di culto, quasi un santuario, in cui la devozione alla Madonna si è concretizzata in una pietà popolare che ha richiamato numerosi fedeli provenienti da Corinaldo, dalla vallata del Cesano, ma anche da luoghi più lontani.

L’autore, che ha già curato numerose pubblicazioni su Corinaldo a carattere storico-umanistico, nel suo intervento si soffermerà su aspetti meno conosciuti nella storia della chiesa: il culto a Sant’Arsenio, un eremita e padre del deserto (IV- V secolo), risalente presumibilmente alla prima fondazione della chiesa e documentato ancora nel tardo Quattrocento; la figura di don Andrea Veronica, uno dei primi cappellani dell’età moderna, che fece abbellire il tempio con le pitture di Claudio Ridolfi; e infine la pietà popolare, un interessante filone di ricerca storica, con supporti documentari dal Quattrocento fino agli inizi del secolo scorso.

Comune di Corinaldo
Pubblicato Giovedì 30 aprile, 2026 
alle ore 9:58
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