“Corinaldo: capitale dell’ospitalità… per gli impianti”
Massimo Bellucci e il suo "piccolo esercizio di memoria"

Negli anni mi ha un po’ incuriosito l’atteggiamento del comune di Corinaldo a proposito della discarica. Mentre negli altri comuni si levavano proteste ogni volta che si paventava l’ipotesi, a Corinaldo sembravano sempre ben felici, non solo di averla, ma possibilmente ancora più grande, per ancora più anni; per questo non mi stupisce l’ipotesi (sempre più concreta) di installare un inceneritore (termovalorizzatore mi sembra una espressione ipocritamente fuorviante), proprio a Corinaldo.
Faccio un piccolo esercizio di memoria.
Un passaggio chiave è stata la decisione, nel 2015 (amministrazione Principi) di ampliare una discarica già attiva da decenni, con decine di migliaia di tonnellate di rifiuti smaltiti ogni anno. Si poteva dire: abbiamo fatto la nostra parte, tocca ad altri. Non mi sembra di ricordare voci contrarie da parte delle forze politiche o voti contrari in consiglio comunale. Unico parere contrario da parte dell’associazione Città Attiva Corinaldo.
Si dirà: cosa c’entra? A mio parere qualcosa c’entra.
Passo indietro: negli anni Novanta del XX secolo, quella che era una grossa “buca” (l’immondezzaio di San Vincenzo), viene riorganizzata a discarica provinciale, con relativo impianto. Ci poteva anche stare: se tutti dicessero sempre “non-nel-mio-giardino” i rifiuti dove si dovrebbero smaltire, sulla luna?
Ma già allora non mancarono voci critiche, come il consigliere comunale Ferroni, che segnalava conferimenti che non venivano sempre pesati, nonché perdite di liquidi pericolosi (percolato).
A metà anni 2000 scoppia lo scandalo Recomat, con decine di migliaia di tonnellate di rifiuti smaltiti illegalmente e relative condanne penali.
L’allora presidente della società gestrice della discarica, Emilio Pierantognetti, che qualche anno prima (1998) si candidò a sindaco perorandone la chiusura (a volte è strana la vita), promise carotaggi per valutare l’entità del danno (la discarica era parte lesa). Sono poi stati fatti? Con quali esiti?
Ricordo inoltre una sera a cena in un ristorante di Corinaldo una quindicina di anni fa (prosegue il mio noioso esercizio di memoria), era estate ed eravamo all’aperto, un odore nauseabondo si insinua tra i tavoli. Proveniva dall’impianto di compostaggio nei pressi della discarica corinaldese, installato nel 2008, poi chiuso intorno al 2014, che per anni ha appestato l’aria di Corinaldo e comuni limitrofi (sebbene innocuo, così dicevano), ma intanto, quanti denari pubblici sono stati sprecati in un impianto evidentemente disfunzionale?
Ah, dimenticavo! La vicenda Turbogas del 2012: venne ipotizzato un mega impianto a ciclo combinato alimentato a metano, da 870 MW, indovinate dove? A Corinaldo!
Il progetto fu stoppato sul nascere, ci fu una ampia mobilitazione avviata da un gruppo di cittadini di San Michele al Fiume che organizzò una assemblea pubblica, l’amministrazione corinaldese (sindaco Scattolini), seppure non immediatamente, prese posizione contraria, ma dirigenti dell’azienda Edison, promotrice del progetto, hanno affermato che ci fosse stata una iniziale “disponibilità a ragionare” da parte dell’amministrazione corinaldese per la realizzazione del mega impianto. Da ultimo la recente disponibilità ad accogliere rifiuti anche da fuori provincia, solo l’ultima (coerente) tappa di un lungo percorso.
Termina qui l’esercizio di memoria.
Dunque: quale immagine del territorio emerge storicamente? Qualcuno (in regione) avrà pensato che, visti i precedenti, forse a Corinaldo si possono fare le cose in scioltezza a proposito di rifiuti o altre operazioni potenzialmente inquinanti, con buona pace dell’attuale teatrino dove maggioranza e minoranza consiliare presentano ognuno la propria mozione contro l’inceneritore, invocando quell’unità di intenti che proprio la doppia mozione vanifica.
Certo, se il peso politico di Corinaldo fosse proporzionale ai rifiuti portati in discarica in questi decenni, non ci sarebbero problemi! Auguro a tutti tanta aria buona!
Massimo Bellucci.




















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