Stefano Fresi a Corinaldo con “Dioggene”
Martedì 10 febbraio 2026 in scena al Teatro Goldoni

La stagione del Teatro Goldoni di Corinaldo realizzata da Comune con Teatro Time e AMAT con il contributo di MiC e Regione Marche, prosegue martedì 10 febbraio con “Dioggene” di Giacomo Battiato interpretato da Stefano Fresi.
“Dioggene” indaga l’animo umano di ieri e di oggi servendosi di uno strumento semplice come la variazione linguistica. “Tre lingue diverse per ciascuno dei monologhi (volgare toscano, italiano corrente del nostro ventunesimo secolo e romanesco)” racconta l’autore Giacomo Battiato, regista di cinema e TV (La Piovra, I Marsigliesi, Il Nome della Rosa… ), già candidato al David di Donatello e vincitore Prix Unesco, miglior film televisivo alla Mostra di Venezia. “Tre atmosfere, tre toni, tre stili. Epica e commedia, sberleffi e crudeltà. In ognuno dei tre quadri, apparentemente così diversi tra loro, ci sono gli stessi temi che ruotano: la violenza dei maschi, l’umana stupidità, la guerra, il bisogno di bellezza e di amore”.
Tutto ruota intorno al personaggio di Nemesio Rea, ex attore un tempo famoso e ormai in disuso, che recita e soprattutto filosofeggia.
Lo conosciamo sulla scena mentre interpreta un proprio testo, scritto in autentico volgare duecentesco: la storia di un contadino toscano che ha partecipato alla tremenda battaglia di Montaperti fra ghibellini senesi e guelfi fiorentini, nel 1260.
Poi lo ritroviamo nel suo camerino, mentre si preparare ad andare in scena con un impegnativo testo di Paul Sartre, turbato dall’avvenuta rottura violenta con la moglie, tra pianti, grida e insulti.
Ma è nel terzo quadro che finalmente vediamo Nemesio vivere felice. Ha lasciato tutto, professione e successo, la sua vecchia vita. Ha deciso, come il filosofo Diogene, di rifiutare ogni ambizione e possesso, di vivere non in una botte come il filosofo greco ma in una contenitore per i rifiuti vicino a un fosso alla periferia di Roma per essere libero di parlare del vero senso della vita. Diventando “Dioggene”.
Le sculture in scena sono di Oscar Aciar, decoratore Bartolomeo Gobbo, i costumi di Valentina Monticelli, il disegno luci di Marco Palmieri, le musiche di Germano Mazzocchetti. Stabile d’Abruzzo, Stefano Francioni e Argot firmano la produzione.
Biglietti e informazioni: biglietteria del Teatro Goldoni (tel. 338/6230078); prevendite biglietterie del circuito AMAT (tel. 071/2072439) e, on line, su vivaticket.com (con aggravio del costo in favore del gestore del servizio).
Inizio ore 21,15




















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