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Ostra Vetere si mobilita per il suo “cupolone”

La chiesa di S.Maria di Piazza necessita di interventi dopo il sisma del centro Italia: prima la sicurezza, poi il turismo

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Marcheinfesta.it
Veduta aerea di Ostra Vetere: al centro la cupola e il campanile della chiesa S.Maria di Piazza, il simbolo della città

Ha resistito ad almeno quattro terremoti tra cui quello del 1930 ma, dopo le ultime scosse di ottobre 2016 che hanno devastato il centro Italia, ora è chiusa e necessita di un restauro e recupero integrale. Quantomeno in chiave sicurezza, per non parlare poi dell’aspetto estetico, religioso e turistico.

E’ la chiesa di Santa Maria di Piazza che, con la sua cupola e il suo campanile, costituisce il simbolo del paese: lo skyline di Ostra Vetere è proprio da essa reso riconoscibile anche da svariati chilometri.

Definita “un gioiello del neogotico” nelle Marche, la chiesa è costruita su un’antica abbazia secolarizzata durante il rinascimento. La sua edificazione risale agli anni a cavallo fra ‘800 e ‘900. Sorge sulla parte più alta della collina lungo la quale si distende il centro storico di Ostra Vetere, si affaccia su una piazza che costeggia la strada di cresta e che costituiva il fulcro della vita dell’antico comune nel medioevo. La cupola è alta quasi 42 metri, mentre il campanile, imponente, supera i 51 metri.
Attualmente è chiusa dopo la caduta di alcuni pezzi di muratura durante i terremoti del 24 agosto, del 26 e 30 ottobre.

La locandina del concerto Not(t)e a natale a Ostra VeterePer il restauro servono ingenti risorse economiche di cui la parrocchia non è in possesso. Per questo sono state intraprese alcune iniziative nell’ambito di una “campagna di sensibilizzazione” che coinvolge a vari strati tutta la città, in cerca di mecenati.
Oltre al concerto ‘Not[t]e a Natale-In concerto per la cupola‘ con una raccolta fondi, è stato sviluppato un portale www.cupolaostravetere.it che possa rendere nota a tutti la mission.
Gli obiettivi sono molteplici: innanzitutto poter riaprire al culto la chiesa il prima possibile, quindi la messa in sicurezza per i fedeli; in secondo luogo il recupero estetico per rendere l’edificio un motivo di orgoglio per i cittadini e una fonte di cultura e turismo che gioverebbe alla città.

 

Foto di testa tratta da www.ilvillaggiodiemmaus.it

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