Partecipato convegno ad Arcevia su I Mays d’oro d’Italia
Produttori, associazioni, ricercatori e istituzioni per discutere di biodiversità, mais antichi e valorizzazione delle tradizioni gastronomiche

Il convegno nazionale “I Mays d’Oro d’Italia – Slow Mays” ha riunito produttori, associazioni, ricercatori e istituzioni per discutere di biodiversità, mais antichi e valorizzazione delle tradizioni gastronomiche.
Tra i contributi più significativi, quello della Pro Loco di Arcevia, invitata a portare l’esperienza del territorio e del Mays Ottofile di Roccacontrada come esempio di patrimonio identitario e culturale.
Nel corso del convegno, i rappresentanti di Slow Mays e gli agricoltori custodi provenienti da diverse regioni italiane hanno ribadito l’importanza della biodiversità agricola, della coltivazione responsabile e della costruzione di reti territoriali che coinvolgano agricoltori, comunità e istituzioni.
Un approccio che valorizza il turismo lento, la qualità, la sostenibilità e il racconto dei territori attraverso le ricette e i saperi della tradizione.
A portare la voce dei contadini è stato Marino Montalbini, agricoltore custode del Mays Ottofile di Roccacontrada: “Custodire non vuol dire tenere per sé: vuol dire trasmettere. Se una comunità riconosce le proprie ricette e i suoi gesti in cucina, quei saperi non si perdono: diventano futuro.”
La vicepresidente della Pro Loco di Arcevia, Stefania Palazzesi, nel suo intervento ha sottolineato il ruolo della Pro Loco come promotrice, comunicatrice e organizzatrice di eventi, ma anche come ponte capace di far dialogare attività economiche, cittadini e istituzioni. Palazzesi ha presentato la De.Co. – Denominazione Comunale d’Origine come un vero cambio di passo: non una medaglia, ma un atto culturale e una scelta di futuro, un percorso che deve partire dal basso, con il sostegno delle istituzioni, per riconoscere ricette, preparazioni e gesti come bene comune. “Il mays, per noi, è memoria viva e identità. La Pro Loco tiene insieme relazioni, promuove e organizza eventi che fanno crescere la comunità. Con la De.Co. vogliamo aprire il paniere delle possibilità, restituendo saperi e opportunità a tutti.”
Significativa anche la partecipazione dell’assessora alla cultura e al turismo del Comune di Arcevia, Paola Petroni, che ha evidenziato il rapporto di collaborazione e lavoro condiviso tra amministrazione, associazioni e comunità. Una sinergia fondata su stima reciproca e unità di intenti per la promozione dell’intero territorio.
Un contributo rilevante è stato portato anche da Ambra Micheletti, funzionaria di Amap – Agenzia Marche Agricoltura e Pesca, che ha evidenziato come il lavoro di custodia della biodiversità sia impegnativo, necessario ed entusiasmante, sottolineando come la Regione Marche sia particolarmente attenta e all’avanguardia su questi temi a livello nazionale.
In questo orizzonte si colloca anche “Una domenica… andando a polenta”, giunta alla ventesima edizione, riconosciuta come appuntamento identitario capace di generare legami, partecipazione, reputazione e valorizzare le eccellenze enogastronomiche arceviesi.
Pro Loco, Slow Food e Slow Mays concordano nel leggere la De.Co. come sfida e opportunità: un percorso che deve partire dalla comunità e crescere con il supporto delle istituzioni, affinché le tradizioni culinarie non restino patrimonio privato, ma si trasformino in identità condivisa, promozione turistica e valore culturale ed economico.
Infine, è stato ricordato il recente riconoscimento nazionale della Festa dell’Uva di Arcevia, giunta alla settantesima edizione, insignita del titolo di “Evento di Qualità” — prima realtà nelle Marche — che verrà ritirato il 16 marzo in Senato.
Un risultato interpretato come conferma del lavoro di rete e della capacità di coniugare tradizione e innovazione.
Da
Pro Loco Arcevia




















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