Teatri delle Marche bene Unesco: “Fatto importante, Regione colga questa occasione”
Abbondanzieri, sindaca Arcevia: "Si valuti legge regionale per aiutare Comuni a sostenere spese per stagioni e funzionamento"

Considero l’inserimento degli 8 teatri marchigiani nel riconoscimento UNESCO un fatto importante per tutto il patrimonio dei Teatri condominiali della Regione Marche, dal quale potranno derivare significativi risultati culturali e turistici.
La valorizzazione dei teatri marchigiani è cominciata negli anni 90, con i fondi BOR e il contributo in conto interesse sui mutui contratti dai Comuni da parte della Regione, che fece dei teatri marchigiani, una delle sue scelte più importanti, Presidente Vito D’Ambrosio, Assessore Gino Troli.
Lo strumento decisivo fu la legge regionale 43 del 1998, la cosiddetta “Terzo Millennio”, che avviò un programma straordinario di interventi sul patrimonio storico, culturale e architettonico della Regione, ponendo tra le priorità proprio il recupero dei teatri storici.
Grazie a quella legge e alla collaborazione con le Province venne realizzata una ricognizione completa dello stato dei teatri e fu messa in campo una straordinaria operazione finanziaria: circa 50 milioni di euro destinati al recupero di queste strutture, che nel triennio 1998-2000 permisero la riapertura dei 72 teatri storici marchigiani.
Tra gli interventi realizzati in quegli anni figurano tra gli altri, il recupero del Teatro dell’Aquila, del Teatro Lauro Rossi, del Teatro Ventidio Basso, del Teatro Feronia, del Teatro Gentile, del Teatro Pergolesi, del Teatro Rossini e del Teatro Goldoni, del teatro Misa di Arcevia.
Fu un intervento epocale, che trasformò le Marche nella regione italiana con la più alta concentrazione di teatri e creò quel sistema unico che oggi viene riconosciuto a livello internazionale. Il riconoscimento Unesco premia certamente gli otto teatri inseriti nella candidatura, ma rappresenta il risultato di un patrimonio molto più ampio, costruito sul recupero dell’intera rete dei 72 teatri marchigiani.
Il comune di Arcevia nel 1998 fece un mutuo di 2,4 milioni di lire e la Regione Marche concesse il contributo del 4% sugli interessi per 20 anni.
Il restauro terminò nel 2003 e il Misa, teatro condominiale, riaprì al pubblico.
Se oggi si vuole veramente dare forza a questa ricchezza si valuti una legge regionale per aiutare i tanti Comuni a sostenere le spese delle stagioni di Prosa e per farli funzionare.
Le spese sono molte e riguardano, oltre gli artisti, la sicurezza, gli impianti, l’energia, il funzionamento, spese volte a mantenere un patrimonio importante sia sul piano architettonico che sul piano culturale. Da anni, molti Comuni, compresa Arcevia, offrono un calendario importante, decine di giornate di apertura per far si che il salotto buono della città sia aperto come luogo di cultura e di incontro. Se la Regione saprà cogliere questa occasione, potremmo condividere tutti insieme risultati importanti in tanti Comuni delle Marche.
Marisa Abbondanzieri
Sindaca di Arcevia




















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