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Strage di giovani alla Lanterna Azzurra di Corinaldo, le reazioni a livello nazionale

Oltre allo stesso cantante Sfera Ebbasta, il cordoglio per quanto avvenuto è stato manifestato da diversi esponenti istituzionali

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Morti e feriti alla Lanterna Azzurra di Corinaldo: gli interventi di soccorso

«Sono profondamente addolorato per quello che è successo ieri sera a Corinaldo. È difficile trovare le parole giuste per esprimere il rammarico e il dolore di queste tragedie. Non voglio esprimere giudizi sui responsabili di tutto questo, vorrei solo che tutti quanti vi fermaste a pensare a quanto può essere pericoloso e stupido usare lo spray al peperoncino in una discoteca. Grazie a tutte le persone, le ambulanze e le forze dell’ordine che hanno prestato soccorso durante la notte. Per quanto a poco possa servire, il mio affetto e il mio sostegno vanno alle famiglie delle vittime e a quelle dei feriti e proprio per rispetto di questi ultimi  tutti gli impegni promozionali e gli instore dei prossimi giorni verranno cancellati. La musica dovrebbe essere uno strumento che unisce le persone, speriamo che lo diventi davvero».

Con queste parole l’artista Sfera Ebbasta ha espresso il proprio dolore per la tragedia avvenuta presso la discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo nella tarda serata di sabato 7 dicembre. Il 26enne nativo di Sesto San Giovanni ha contestualmente cancellato i rimanenti concerti in programma in giro per l’Italia.

Cordoglio e volontà di far luce su quanto accaduto hanno inevitabilmente contraddistinto le reazioni che il fatto ha suscitato a livello nazionale. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ribadito che «i cittadini hanno diritto alla sicurezza ovunque, nei luoghi di lavoro come in quelli di svago», asserendo che «non si può morire così».

Il premier Giuseppe Conte, recatosi ad Ancona nel corso della giornata di sabato in modo da presenziare a un vertice organizzato in Prefettura, ha parlato di «tragedia inaccettabile», puntando il dito contro il mancato rispetto degli standard di sicurezza che avrebbe avuto luogo: «Ora è il momento dei soccorsi e del cordoglio, ma è chiaro che sono numerose le domande in ordine alla responsabilità di questa tragedia, al rispetto delle norme di sicurezza, che dovranno trovare una risposta chiara, celere e univoca».

L‘inosservanza delle norme di sicurezza, specialmente per quanto riguarda i circa 1.400 biglietti venduti a fronte di una capienza massima del locale di 469 persone, è al centro anche delle dichiarazioni rilasciate dai due vice-premier Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Il leader della Lega si è impegnato nel «trovare i responsabili di queste sei vite spezzate, chi per cattiveria, stupidità o avidità ha trasformato una serata di festa in una tragedia», mentre il capo politico del Movimento 5 Stelle, dopo aver ricordato i nomi delle sei vittime, si è dimostrato sulla stessa lunghezza d’onda, assicurando che «come governo faremo massima chiarezza sulla dinamica della vicenda (se sono state rispettate tutte le norme di sicurezza) e individueremo i responsabili».

In occasione dell’Angelus tenuto nella mattinata di sabato, anche Papa Francesco ha voluto manifestare la propria vicinanza alle famiglie dei sei che hanno perso la vita: «Assicuro un ricordo nella mia preghiera per i ragazzi e la mamma che sono morti questa notte in una discoteca a Corinaldo, vicino ad Ancona, come pure per i numerosi feriti. Chiedo per tutti l’intercessione della Madonna».

Giunti nelle Marche nel pomeriggio, sia il Presidente del Consiglio Conte che il Ministro dell’Interno Salvini sono poi tornati nuovamente sull’argomento. Per Conte la «tragedia che vede il decesso del nostro bene più prezioso, dei nostri figli» dovrà essere chiarita in tutto e per tutto dalla magistratura, sebbene «l’autorità di governo deve porsi sin da subito degli interrogativi per prevenire che tragedie del genere non si ripetano più». Il premier ha infine rivolto un appello ai gestori di locali pubblici, invocando il loro senso di responsabilità per garantire il pieno rispetto delle norme di sicurezza.

Appena arrivato a Corinaldo, Matteo Salvini ha invece ricordato le proprie responsabilità «perché padri e madri che vedono uscire i loro figli  li vedano anche rientrare a casa», confidando poi nell’operato di giudici, forze dell’ordine e Vigili del Fuoco e dedicando un ultimo pensiero ai sette feriti tuttora ricoverati in Rianimazione.

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