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“Stato del Nevola tra Trecastelli e Corinaldo tra cause di esondazione alla Zipa di Ostra”

Comitato Tutela Ambiente e Salute Valli Misa e Nevola: "Avevamo ragione: la nostra battaglia tra la gente continua con più forza"

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Il lotto di terreno in zona Zipa a Casine di Ostra alluvionato nel maggio 2014: lì è prevista la costruzione dell'impianto a biogas

Da oltre un anno il Comune di Ostra e la ZIPA stanno cercando di avanzare alla Regione Marche una proposta di mitigazione dell’area industriale di Casine, così da modificare il PAI approvato dalla Autorità di Bacino il 6.8.2016.

Negli ultimi mesi tutti gli Enti coinvolti hanno preso atto che il problema di esondazione di quell’area è riconducibile al tratto del Fiume Nevola posta nei territori di Trecastelli e Corinaldo, quindi a monte dell’area ZIPA.

Era quello che avevamo scritto, sottolineato ed intimato agli Enti coinvolti nella procedura di rilascio dell’AIA dell’impianto EN ERGON srl di Casine di Ostra, con nostra pec di diffida del 10.3.2016, con cui chiedevamo che prima di rilasciare l’autorizzazione, la Regione e gli altri Enti che si trovavano nella Conferenza dei Servizi subordinassero la costruzione dell’impianto ad una reale sistemazione di quel tratto del Nevola, nel territorio di Trecastelli, in cui si era verificata la tracimazione originaria.

In particolare chiedevamo che l’Autorizzazione fosse valutata dopo che la Regione avesse approvato il PAI ed eventualmente rilasciata solo dopo che l’area fosse risultata, a seguito dei lavori di messa in sicurezza sul fiume, non esondabile. All’epoca tutti gli Enti coinvolti nella Conferenza dei Servizi non tennero conto della nostra diffida e rilasciarono l’AIA all’impianto dell’EN Ergon srl (20 maggio 2016) poche settimane prima che l’area dell’impianto venisse perimetrata nel PAI come area esondabile (6.8.2016).

Ricordiamo che tutto il procedimento autorizzativo è allo stato sub iudice: contro l’AIA proposero ricorso al TAR sia il Comune di Trecastelli che alcuni imprenditori della ZIPA, per cui sono tutt’ora pendenti davanti al TAR i relativi due procedimenti amministrativi finalizzati all’annullamento della autorizzazione, l’AUA dell’impianto è a sua volta oggetto di un procedimento finalizzato al suo annullamento davanti al Consiglio di Stato ed infine la delibera di mitigazione dell’area approvata dal Comune di Ostra con delibera di Giunta 1 del 11.1.2017 è oggetto di un ulteriore giudizio di annullamento davanti al TAR .

Quanto emerge oggi, dai documenti pubblici dimostra che avevamo ragione quando intimavamo agli Enti preposti di valutare con attenzione la dinamica dell’evento del 3 maggio 2014 prima di rilasciare l’AIA all’impianto e ci determina a continuare la nostra battaglia tra la gente, promuovendo nuove riunioni pubbliche, sulla stampa ed inoltre valutando possibili iniziative giudiziarie autonome ed ad adiuvandum di quelle già intraprese.

da Comitato Tutela Ambiente e Salute Valli Misa e Nevola

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